25 September 2017

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LIBRI: 'La sindrome del pescecane'

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In un ipotetico G8 a Berlino Fred e i suoi amici più la sua celestiale cugina Katerine si trovano per caso a far parte di una guerra che è loro estranea.
Nello scacchiere della protesta si muovono svariate forze: l’equipaggiatissima polizia tedesca; un potere occulto con i connotati di politici e banchieri; attivisti “soldato semplice” e militanti consapevoli.
Tra questi ultimi un’organizzazione segreta che raccoglie materiali per denunciare le violenze equiparabile a una sorta di Piratpartiet. Tutti fanno maledettamente sul serio tranne i nostri protagonisti che sono lì per supportare l’amico Pierre che raccoglie prove fotografiche e video per i “pirati”. “Se vi prendono ingerite questa” : a ognuno viene data una pillola di cianuro: anche se non è la loro guerra, conoscono i nomi dei vari compagni coinvolti con la raccolta di prove.
Potrebbero forse “brucirali” parlando e quinidi vengono riforniti del potente veleno.
Triste presagio: il cianuro non è una pistola, ma se compare un’arma letale nella prima parte del romanzo ne conseguirà una morte violenta. Tra i nostri personaggi Pierre in realtà è nato da un esperimento sulla clonazione umana, mentre la bellissima Katerine ha poteri di telecinetici.
Fred è invece un normalissimo rampollo dell’alta società capace solo di farsi le canne e spendere i soldi di papà, innamorato della cugina Katerine, vive solo uno strano disturbo: delle mosche affollano la sua testa in situazioni di stress.
Kristine è una cara amica di Fred e sta con Pierre.
Il marito di Katerine è a Berlino per curare un problema di eiaculazione precoce... Gunzig si contraddistingue anche in questo romanzo per le situazioni surreali e grottesche che riesce a descrivere come fossero fatti normali.
Tra il giocoso e il drammatico, la prosa non perde un colpo. Ma la realtà ha un impatto violento sulla storia: la morte di Carlo Giuliani e le voci di un occulto blocco nero di poliziotti infiltrati al G8 di Genova hanno agito molto forte sull’immaginario dell’autore che inserisce anche l’episodio di Piazza Alimonda all’interno della narrazione.
Come un grido che ancora riecheggia nelle orecchie di migliaia di giovani europei. Berlino e la sua manifestazione saranno un atto catartico, un rituale di passaggio alla vita adulta, ma non per tutti: il cianuro non perdona.

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