14 October 2017

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CINEMA: Intervista a Martina Stella, protagonista del film "Sapore di te"

  • CINEMA: Intervista a Martina Stella, protagonista del film "Sapore di te"
Chi ? il personaggio che lei interpreta e che cosa le accade in scena? Si chiama Anna, ? una una ragazza toscana studentessa universitaria, che dopo la fine di una lunga storia d?amore decide di andare in vacanza a Forte dei

Chi è il personaggio che lei interpreta e che cosa le accade in scena? Si chiama Anna, è una una ragazza toscana studentessa universitaria, che dopo la fine di una lunga storia d’amore decide di andare in vacanza a Forte dei Marmi nella casa di una compagna di Università.
Quei giorni al mare le cambieranno la vita grazie all’incontro con Armando (Giorgio Pasotti): il loro è un vero colpo di fulmine che farà nascere un’importante storia d’amore e di passione; ma nella seconda parte del film ambientata un anno dopo, nel 1985, si vedranno da vicino i problemi di coppia e gli equilibri che cambiano dopo la nascita di un bambino.
Anna si ritrova ad essere una madre particolarmente apprensiva, super concentrata sul figlio e poco su suo marito, nasceranno forti tensioni (raccontate comunque in un tono da commedia) ma il loro legame non verrà toccato dai momenti di difficoltà.
Anna e Armando, come tutti i personaggi del film, avranno una loro evoluzione e si ritroveranno da adulti 30 anni dopo a dar vita ad un epilogo romantico e tenero delle varie storie dai destini incrociati. Ci sono degli aspetti del personaggio in cui si è in qualche modo identificata? Nessuno in particolare, però una cosa curiosa e divertente è che quando ho iniziato a girare il film anche io, come la Anna che interpretavo, ero diventata mamma da pochi mesi e perciò mi sono riconosciuta in alcune ansie e preoccupazioni tipiche delle mamme apprensive.
Stavamo raccontando in scena la storia di una coppia con le problematiche e i disagi legati alla nascita di un figlio e mi veniva naturale confrontarne la situazione con la mia vita reale anche se nel film tutto era volutamente esagerato r esasperato per far sorridere. Come si è trovata con i fratelli Vanzina? È la quarta volta che lavoro con Carlo ed Enrico (dopo la serie tv “Piper” e i film “Ti presento un amico” e “Un’estate ai Caraibi”): l’atmosfera sui loro set è sempre familiare, ti senti sempre a casa, ti lasci andare senza riserve perché sai di essere in ottime mani.
Per questo nuovo progetto hanno pensato a me fin da quando scrivevano la sceneggiatura e ciò ovviamente mi ha fatto molto piacere.
Quando si lavora con loro il set è sempre bellissimo da sia dal punto di vista professionale che umano; sono grandi ed esperti maestri del genere ma anche persone semplici.
Carlo è un regista che ti tiene per mano e ti accompagna passo dopo passo nel suo film con dolcezza, ti guida e ti aiuta, con molta sensibilità e senza nessun autoritarismo; agevola il tuo compito comunicando in modo diretto ed efficace.
Devo dire che con lui ci si diverte senza tensioni e lavorare è un piacere. Come si è trovata con Giorgio Pasotti? C’eravamo sfiorati sul set de “L’ultimo bacio” di Gabriel Muccino una dozzina di anni fa, ma questa volta ci siamo conosciuti meglio e ci siamo anche divertiti molto a lavorare insieme, persino nei momenti in cui i nostri rispettivi personaggi hanno momenti di tensione.
Penso che Giorgio sia un attore davvero completo, in grado di frequentare con efficacia qualsiasi genere; è solido ed esperto e questa sua esperienza mi è stata di grande aiuto. In genere si trova più a suo agio con la commedia rispetto ad altri generi? Credo che l’importante sia poter raccontare storie che mi piacciono con registi di cui mi fido: la cosa ideale sarebbe poter spaziare in situazioni e ruoli diversi.
Con la commedia mi sono confrontata spesso e volentieri, mi ci sento a mio agio; penso ad esempio a quanta fortuna mi abbia portato il mio personaggio della recente serie tv “Tutti pazzi per amore”.
Negli ultimi tempi ci sono state maggiori occasioni grazie anche ai fratelli Vanzina che mi hanno proposto ruoli divertenti che valorizzavano la mia verve brillante e andavano al di là del semplice aspetto di ragazza carina rivelando in qualche modo un’anima”.

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