24 September 2017

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Vladimir Luxuria arrestata

Vladimir Luxuria arrestata in Russia: sventolava un bandiera con scritto ?Gay ? ok? - ?Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin?. Cos? aveva cinguettato dal suo account Twitter Vladimir Luxuria,

Vladimir Luxuria arrestata in Russia: sventolava un bandiera con scritto “Gay è ok” - “Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin”.
Così aveva cinguettato dal suo account Twitter Vladimir Luxuria, arrestata poche ore dopo proprio per aver inneggiato all’omessualità nella cornice delle Olimpiadi invernali di Russia. Sembra non avere fine in quel di Sochi la polemica legata al taboo dell’omosessualità e per gettare ulteriore benzina sul fuoco non poteva che arrivare lei, Vladimir Luxuria, ex parlamentare italiana salita agli onori della cronaca come prima transgender eletta nel Parlamento di una nazione europea.
Volata in Russia con una troupe del programma tv Le Iene di Italia Uno, Vladimir voleva manifestare il suo dissenso rispetto al governo Putin "che usa il divieto della propaganda gay ovunque ci siano minori come pretesto per non parlare dell’omosessualità, nel pregiudizio che si possa trasmettere per il solo fatto di discuterne”, come aveva spiegato la stessa ex parlamentare.
L’idea era quella di presenziare ad una partita di hockey su ghiaccio al Bolshoy Ice Dome armata di un outfit “total rainbow”: gonna lunga, orecchini, bracciali e ventaglio tutti nei colori del movimento glbt. A scatenare però la repressione della polizia è bastato molto meno.
Sembra infatti che Vladimir girasse con una bandiera che recitava in russo “gay è ok”: pochi minuti dopo si trovava in stato di fermo in una non meglio precisata questura e, in preda al panico, chiamava Imma Battaglia, presidente onorario di Di’ Gay Project: «Vladimir mi ha mandato un sms con scritto "Aiutami, sono imprigionata, sono sola”. Ho provato a richiamarla.
Siamo state al telefono solo due minuti, poi la linea è caduta.
Mi ha detto che le hanno ritirato tutti i documenti». Subito è stata avvisata Emma Bonino, ministro degli esteri il cui staff ha attivato l’unità di crisi della Farnesina che, a sua volta, ha messo in moto il consolato a Sochi, subito pronto a scandagliare i commissariati della zona. Poche ore e Vladimir Luxuria era così tornata libera, reduce certo da un’esperienza difficile da dimenticare ma, siamo sicure, pronta a continuare a dare battaglia.
Non basta qualche ora in prigione per fermare l’orgoglio gay!

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