14 October 2017

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CINEMA: Intervista a Eugenio Franceschini, protagonista del film "Sapore di te"

  • CINEMA: Intervista a Eugenio Franceschini, protagonista del film "Sapore di te"
Il film "Sapore di te"?? un piccolo e divertente romanzo sentimentale sull?amicizia, l?amore, il successo e il destino. Ce ne parla l'attore Eugenio Franceschini che nella pellicola interpreta il ruolo di Luca. Come ? stato

Il film "Sapore di te" è un piccolo e divertente romanzo sentimentale sull’amicizia, l’amore, il successo e il destino.
Ce ne parla l'attore Eugenio Franceschini che nella pellicola interpreta il ruolo di Luca. Come è stato coinvolto in questo progetto? Carlo ed Enrico Vanzina mi hanno contattato poco più di un anno fa dopo aver visto e apprezzato la commedia di Paolo Genovese “Una famiglia perfetta” in cui avevo recitato un ruolo piuttosto impegnativo.
Quando ci siamo incontrati mi hanno descritto nei dettagli il personaggio di Luca oltre alla storia e al contesto in cui avrebbe dovuto muoversi e dopo un provino filmato si sono convinti che avrei potuto essere l’interprete giusto. Come ha affrontato questo nuovo impegno? Il film incarna un tipo di commedia brillante che fino a poco tempo fa io conoscevo soltanto da spettatore, ultimamente mi stanno cercando spesso per interpretare film di questo genere ma anche se si tratta di un contesto che mi interessa e mi piace mi sento ancora inesperto e limitato rispetto ai miei colleghi più adulti che nel loro modo di recitare sono più a loro agio con questo stile.
Mi sono formato frequentando i corsi di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (che ho sospeso temporaneamente e che conto di recuperare l’anno prossimo) e quando si studiano i metodi di recitazione di Strasberg o Stanislavskij si intraprende una certa strada che ha poco a che vedere con il tipico umorismo della commedia all’italiana.
Nella vita rispetto al personaggio di Luca ho una personalità diversa, non sono estroverso, esuberante o comico, quello che mi poteva aiutare in questa occasione era la circostanza di essere cresciuto recitando con mio padre in vari spettacoli incentrati sulla commedia dell’arte, caratterizzati in ogni caso da un tipo di umorismo più “cattivo” rispetto alla leggerezza delle nostre commedie di costume.
Quella di “Sapore di te” è stata per me un’esperienza interessante perché ho dovuto interpretare un ragazzo completamente diverso da me a cui però sono riuscito comunque a trasmettere in scena qualche mia caratteristica.
Quando ho letto il copione ho pensato che non aveva niente a che vedere con me ma in seguito ho goduto della sua rilassatezza e della sua noncuranza rispetto a tutto ciò che lo circonda, del suo stare sulla superficie, della sua tranquillità del vivere lasciandosi trasportare da amori e passioni estive senza essere sfiorato da pensieri o problematiche di nessun genere, coltivando invece una leggerezza del vivere che gli invidio molto.
Forse gli anni '80 hanno rappresentato un’epoca in cui era più facile avere una prospettiva di vita più rilassata mentre invece oggi i ragazzi che mi stanno intorno affrontano la vita consapevoli delle problematiche e delle incertezze che incontreranno e non hanno motivi fondati per manifestare quella gioia di vivere spensierata che i personaggi del nostro film portano con loro. Che cosa succede in scena al suo Luca? All’inizio della storia lo vediamo insieme al suo amico per la pelle Chicco in trasferta in Germania dove contano di assistere ad un concerto degli amatissimi Spandau Ballet.
Il concerto viene annullato e sulla via del ritorno i due vengono ospitati da un reverendo tedesco della cui affascinante figlia diciottenne Luca si innamora all’istante, invitandola a raggiungerlo in vacanza a Forte dei Marmi dove prende il via una sarabanda di amori tra diversi personaggi, giovani e meno giovani.
La storia prosegue l’estate successiva in cui si sviluppano varie vicende incrociate e alla fine con un deciso salto temporale si passerà ai nostri giorni dove vedremo Luca che ha finito con lo sposare Anna rivedere a distanza di anni Chicco (che invece ha sposato Sabrina come aveva sempre sognato), e la fine della storia li vedrà assistere commossi alla nascita di un nuovo amore tra i rispettivi figli. Quali sono secondo lei le qualità principali di Carlo Vanzina? Penso che siano la sua enorme esperienza, la spigliatezza, la velocità, la capacità di non perdere mai tempo e di conservare sempre un ritmo veloce e una felice rapidità di esecuzione durante le riprese: in un solo giorno a me è capitato di girare anche 7 scene diverse.
Spesso su un set può accadere che tra una ripresa e l’altra trascorra molto tempo ma questa volta eravamo tutti sempre “sulla cresta dell’onda”, potevamo fare tutto e bene d’impeto e senza cedimenti. Come si è trovato con gli altri compagni di lavoro? Ho recitato soprattutto con Katy Saunders, con cui è nata presto una bella amicizia, e con Matteo Leoni che era un mio buon amico già da tre anni essendo stato un mio compagno di corso al Centro Sperimentale: è sempre un privilegio poter recitare con qualcuno con cui sei stato a stretto contatto e io e Matteo abbiamo subito potuto contare su un feeling diverso e profondo che ha reso tutto più bello e divertente.
Ho condiviso poi varie scene anche con altri interpreti ma in questo caso l’impronta della commedia non richiedeva un particolare coinvolgimento emotivo: il nostro è un film leggero e la leggerezza non comporta grandi difficoltà di rapporto, tutto è filato via in modo scorrevole e senza inceppi, almeno credo... Da spettatore le capita di apprezzare le commedie? Prima di lavorare con Carlo Vanzina avevo visto soltanto uno dei suoi film.
Nella vita rispetto al Luca che ho interpretato sono un tipo più “tenebroso”, mi piacciono di più le situazioni malinconiche, “pensose” e tristi ma naturalmente in questa occasione sono stato al gioco volentieri, per me recitare è un lavoro e se mi viene proposto un film che non appartiene al genere che prediligo cerco di adattarmi nel migliore dei modi possibili e di impegnami al massimo, per rispetto di me stesso ma soprattutto di chi ha creduto in me scegliendomi. Ci sono stati momenti della lavorazione che ricorda più volentieri? Mi ha colpito il fatto che in due o tre momenti del copione c’erano delle battute che pensavo non si adattassero bene al mio personaggio e al contesto che aveva intorno e non ne capivo il perché: il primo giorno di lavorazione mi sono trovato davanti ad una frase piuttosto oscura e prima di girare ho proposto in una prova il mio modo di recitarla ma Vanzina ha dato subito lo stop spiegandomi che si trattava di un “tormentone” che veniva ripetuto spesso in “Sapore di mare”.
Io non conoscevo affatto quel film e ovviamente non riconoscevo mai le citazioni e così ogni volta Carlo e gli altri tecnici arrivavano prontamente a farmi vedere sull’I-pad digitando Youtube la sequenza originale “citata” che per tutti era più che notoria.
Anche Enrico Vanzina teneva moltissimo alla mia presenza nel cast e anche lui è stato con me sempre molto gentile e generoso.
Quando alla fine del film sono andato a riprendere alcuni miei vestiti nel suo ufficio ho avuto una grande sorpresa scoprendo che oltre a scrivere sceneggiature (oltre 100 in 40 anni.) Enrico scrive libri e suona bene il pianoforte, è un artista a tutto campo…

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