25 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

LIBRI: 'Hannah Arendt'

Nel 1940, la cinquantenne ?losofa ebreo-tedesca Hannah Arendt fugge con il marito (il poeta e ?losofo Heinrich Bl?cher) e la madre dagli orrori della Germania nazista e, grazie all?aiuto del giornalista americano Varian Fry, si

Nel 1940, la cinquantenne ?losofa ebreo-tedesca Hannah Arendt fugge con il marito (il poeta e ?losofo Heinrich Blücher) e la madre dagli orrori della Germania nazista e, grazie all’aiuto del giornalista americano Varian Fry, si trasferisce negli Usa.
Divenuta tutor universitario e attivista della comunità ebraica di New York, la Arendt inizia a collaborare con alcune testate giornalistiche, tra cui il prestigioso “New Yorker” che la invia in Israele per seguire da vicino il processo del secolo, quello contro il funzionario nazista Adolf Eichmann.
Da qui Hannah prenderà spunto per scrivere il libro La banalità del male.
Il ?lm ricostruisce un periodo fondamentale della vita della Arendt che nel 1960 vive felicemente col marito a New York, dove ha già pubblicato testi fondamentali di teoria ?loso?ca e politica e frequenta una selezionata cerchia di amici intellettuali.
Ma quando nel 1961 il Mossad israeliano rapisce il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, nascosto sotto falsa identità a Buenos Aires, la Arendt si sente obbligata a seguire il successivo storico processo che si tiene a Gerusalemme.
Credeva di incontrare un mostro e invece si trova davanti una persona sana di mente, un grigio burocrate che aveva collaborato all’Olocausto “senza pensarci”.
Nell’affermare che gli ebrei stessi non seppero difendersi e che alcuni dei loro capi si comportarono da vigliacchi Hannah Arendt ci rimise, per alcuni, la reputazione, ma la stella della sua ?loso?a che rivendica la superiorità del pensare sul sapere, da lei affermata nel discorso ?nale agli studenti universitari che lascia lo spettatore senza ?ato, splende oggi più che mai. Margarethe von Trotta, berlinese, ?glia del pittore Alfred Roloff, si trasferisce a Parigi durante gli anni Sessanta.
Qui inizia a frequentare dei collettivi cinematogra?ci, collaborando come sceneggiatrice e codirigendo alcuni cortometraggi.
All’inizio, Margarethe si interessa alla recitazione, apparendo in alcuni ?lm di registi quali Reiner Werner Fassbinder e Volker Schlöndorff, che nel 1971 diventa suo marito.
Il debutto alla regia risale al 1975, con Il caso Katherina Blum, al quale prende parte anche come attrice.
Tre anni dopo dirige Il secondo risveglio di Christa Klages (1978) presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino, dove si aggiudica un premio.
Famosa per il suo lavoro su personaggi femminili molto forti, Margarethe diventa con gli anni il simbolo della cinematogra?a femminile tedesca, e uno dei personaggi di spicco del New German Cinema degli anni settanta e ottanta.
I suoi maggiori successi sono Anni di piombo (1981), Leone d’Oro a Venezia, Lucida follia (1983), Rosa Luxemburg (1986), Palma d’Oro a Cannes come migliore attrice per Barbara Sukowa, e La promessa (1995).
Nel 2009 è uscito Vision, suo ultimo lavoro prima di Hannah Arendt.

Articoli Correlati