20 September 2017

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CARO AVVOCATO: il coerede può usucapire?

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L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La Corte di Cassazione ha affermato un principio gi? consolidato in ambito giurisprudenziale secondo il quale, qualora un comproprietario coerede sia stato, a seguito di amichevole

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La Corte di Cassazione ha affermato un principio già consolidato in ambito giurisprudenziale secondo il quale, qualora un comproprietario coerede sia stato, a seguito di amichevole divisione del compendio ereditario, immesso nel possesso di un bene in assenza di un contestuale mandato ad amministrare da parte degli altri coeredi, egli prende in tal modo a possedere a titolo esclusivo il bene assegnatogli de facto, senza che sia necessaria una formale interversione del titolo del possesso tale da escluderne il pari godimento da parte degli altri coeredi. Ciò che rileva secondo la Suprema Corte è l’animus possidendi del titolare del possesso che giustifica l’acquisto per usucapione del bene nella sua totalità. Il coerede può, prima della divisione, usucapire la quota degli altri coeredi, senza che sia necessaria una vera e propria interversione del titolo del possesso, esercitando il potere di fatto sul bene in termini di esclusività. Non è sufficiente che gli altri coeredi si siano astenuti dall'uso del bene in comune, occorrendo che quello fra i coeredi, il quale invochi l'usucapione, abbia goduto del bene stesso in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere "uti dominus" e non più "uti condominus", senza opposizione per il tempo utile ad usucapire; ne' tale comportamento può consistere solo in atti di gestione del bene comune o in atti tollerati dagli altri coeredi, ne', infine, rilevano le variazioni catastali che egli abbia ottenuto, ove non provi d'averle portate a conoscenza degli altri compossessori o che questi l'abbiano altrimenti conseguita senza alcuna reazione; l'onere della prova di tale dominio esclusivo sulla "res" comune grava sull'usucapiente.