26 September 2017

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CARO AVVOCATO: assegno bancario idoneo ad estinguere una obbligazione

  • CARO AVVOCATO: assegno bancario idoneo ad estinguere una obbligazione
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: L?assegno bancario ? idoneo ad estinguere l?obbligazione e se il debitore vuole estinguere il debito utilizzando questo mezzo di pagamento, creditore non pu? rifiutarlo se non pergravi

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: L’assegno bancario è idoneo ad estinguere l’obbligazione e se il debitore vuole estinguere il debito utilizzando questo mezzo di pagamento, creditore non può rifiutarlo se non pergravi e giustificati motivi. Con la sentenza n.
13658/2010, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno dapprima ripreso quanto affermato nella sentenza n.
26617 del 18 dicembre 2007 ossia che “nella valutazione del comportamento del creditore, la regola della correttezza e della buona fede oggettiva costituisce il fondamento logico del principio secondo cui, nelle obbligazioni pecuniarie, il cui importo sia inferiore a 12.500 euro o per le quali non sia imposta per legge una diversa modalità di pagamento, il debitore ha facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta avente corso legale nello Stato o mediante consegna di assegno circolare o bancario.
Mentre nel primo caso, il creditore non può rifiutare il pagamento, nel secondo ciò può avvenire solo per giustificato motivo da valutare secondo la regola della correttezza e della buona fede oggettiva.
L'estinzione dell'obbligazione con l'effetto liberatorio del debitore si verifica, nel primo caso, con la consegna della moneta e, nel secondo caso, quando il creditore acquista concretamente la disponibilità giuridica della somma di denaro, ricadendo sul debitore il rischio dell'inconvertibilità”. Richiamando tale precedente, le Sezioni Unite hanno poi affermato che "il solo fatto dell'adempimento, da parte del debitore, delle propria obbligazione pecuniaria con un "altro sistema" di pagamento (ovverosia di messa a disposizione del “valore monetario” spettante) - "sistema" che, comunque, "assicuri ugualmente la disponibilità della somma dovuta" - non legittima affatto il creditore a rifiutare il pagamento stesso, essendo all'uopo necessario che il rifiuto sia sorretto anche da una "giustificato motivo", che il creditore deve "allegare e all'occorrenza anche provare".  

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