22 September 2017

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CARO AVVOCATO: i presupposti del reato di oltraggio a pubblico ufficiale

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale ? stato reintrodotto dal comma 8 dell?art. 1, L. 15 luglio 2009, n. 94. "Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di pi?

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale è stato reintrodotto dal comma 8 dell’art.
1, L.
15 luglio 2009, n.
94. "Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.
La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.
Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile.
Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto". Il reato previsto e punito dall'art.
341-bis c.p.
assume la forma di una ingiuria qualificata dalla qualità di pubblico ufficiale rivestita dalla persona offesa e, dunque, è integrato dal soggetto che in luogo pubblico proferisca frasi offensive in relazione alla funzione svolta da pubblico ufficiale. Integra la fattispecie p.
e p.
dall'art.
341-bis c.p.
anche la condotta di colui che mediante comunicazione telefonica effettuata dal suo telefono cellulare, offende l'onore ed il prestigio degli agenti della Polizia Postale mentre compivano attività di polizia nell'esercizio delle loro funzioni, inveendo e proferendo con tono minaccioso nei confronti degli stessi. Perché possa dirsi configurata la fattispecie ascritta, però, è necessario che sia presente un pubblico estraneo e terzo, capace di recepire negativamente l'offesa rivolta al P.U.
e, attraverso costui, alla stessa istituzione di appartenenza.

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