24 October 2017

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Intervista esclusiva Andrea Mavilla - Le Iene: ecco la mia verità sul video dei CARABINIERI

  • Intervista esclusiva Andrea Mavilla - Le Iene: ecco la mia verità sul video dei CARABINIERI
Dopo il servizio di 'Le Iene sui presunti abusi dei Carabinieri ai danni del blogger Andrea Mavilla, ecco la verit? di quest?ultimo - Un caso televisivo, virtuale e sempre pi? discusso. Anche noi di CheDonna vi abbiamo parlato di

Dopo il servizio di 'Le Iene sui presunti abusi dei Carabinieri ai danni del blogger Andrea Mavilla, ecco la verità di quest’ultimo - Un caso televisivo, virtuale e sempre più discusso.
Anche noi di CheDonna vi abbiamo parlato di Andrea Mavilla, del suo blog e dello scontro nato con l’arma dei Carabinieri come hanno raccontato anche su Italia Uno i ragazzi di Le Iene. La vicenda non si è certo messa a tacere in questi giorni e così vogliamo continuare a dare il nostro contributo al dibattito con un contenuto speciale ed esclusivo.
Abbiamo infatti contattato il blogger protagonista della vicenda e abbiamo voluto porgergli alcune domande per approfondire i fatti e sentire il suo personale e sincero punto di vista. Ecco cosa ci ha detto. Inizi raccontandoci chi è lei: come è nata la sua attività di blogger? Quali scopi persegue il suo sito? Credo che leggere la mia biografia non abbia molta importanza, anche perché non sono un attore né un calciatore, ma semplicemente un umile commesso.
Lavoro all'interno di un'azienda informatica, il mio lavoro consiste nel proporre e vendere computer, smartphone e tablet. Il blogger non la considero un'attività, ma semplicemente una grande passione.
Come ha potuto vedere e leggere, all'interno del blog denuncio pubblicamente abusi, soprusi ed ingiustizie varie che ancora oggi accadono nel nostro amato Paese. Il video che ha fatto scoppiare il caso dei tre carabinieri entrati nella pasticceria racconta senza dubbio un episodio controverso: quale messaggio ha voluto lanciare girandolo? Prima di rispondere alla sua domanda voglio farle una precisazione: "non é mia abitudine andare in giro per la città alla ricerca di Carabinieri indisciplinati". La mattina del 7 giugno stavo andando a pagare una bolletta della luce, una volta uscito di casa incrocio un'autovettura dei Carabinieri abbandonata nelle vicinanze di una pasticceria in un modo poco civile; a quel punto ho deciso di appostarmi e chiedere spiegazione ai diretti interessati.
Ma come avrete potuto vedere, uno uno dei tre Carabinieri ha pensato bene di volermi identificare facendo lo sbruffone piuttosto che scusarsi. Il messaggio che ho voluto lanciare é molto semplice: La legge dev'essere uguale per tutti, ma in Italia, non tutti sono uguali dinanzi alla legge. Aveva già avuto modo di imbattersi in vicende simili? Cosa crede abbia reso questa diversa dalle altre, così popolare? In pratica, perché secondo lei la gente si è sentita toccata personalmente dal fatto riportato? Sinceramente no, in questi anni ho avuto modo di documentare e denunciare episodi ben più gravi; il seguito dell'operazione pasticcini ha dell'incredibile in quanto viene documentato in maniera inconfutabile l'arroganza, l'inciviltà, la violenza e la frustrazione, dei singoli soggetti i quali la sera del 7 Giugno tra le 22.04 e le 3.00 del mattino, hanno infangato e calpestato non solo la mia dignità, ma anche la loro. A quel filmato ha fatto seguito una vicenda legale: i carabinieri sostengono di aver agito così perché in servizio e in seguito ad una chiamata del pasticcere stesso.
Crede a questa versione ma, soprattutto, ritiene di aver fatto tutte le indagini del caso prima di una denuncia così grave? Onestamente il loro avvocato continua ad affermare che erano li per servizio, ma il gentile avvocato si dimentica che le autovetture assegnate alle forze dell'ordine, NON possono essere lasciate incustodite per nessuna ragione in quanto al loro interno contengono munizioni e la mitraglietta di servizio; inoltre le forze dell'ordine sono autorizzate a violare il codice della strada solo ed esclusivamente in situazioni di emergenza o pericolo. Come ha potuto vedere anche lei, all’interno della pasticceria non era in atto alcuna rapina, tantomeno un tentativo di suicidio/omicidio, anzi, i 3 Carabinieri escono dalla pasticceria dopo circa 13 minuti in tutta tranquillità con un bel vassoio di pasticcini. L'intervento delle Iene ha senza dubbio dato ulteriore lustro al suo lavoro di denuncia: non pensa che però ciò potrebbe rischiare di mettere in dubbio la sua immagine, facendo magari scambiare la sua attività per una ricerca di vana visibilità? Quindi denunciare e portare a conoscenza le persone dei tanti abusi, soprusi ed ingiustizie che ancora oggi accadono nel nostro amato Paese, significherebbe cercare visibilità? Chi mi conosce realmente sa benissimo che il mio vuole essere un forte messaggio di ribellione, anzi, di più...
il mio è un gesto rivoluzionario, capitemi bene, non ho la vocazione al martirio, questo è certo, ma non posso di certo rimanere indifferente a tanta inciviltà, presunzione, ignoranza ed arroganza. Molti sul web già la apostrofano come “cialtrone” o “creatore di falsi scoop”: come vive tali critiche? Ha avuto modo di confrontarsi personalmente con chi la descrive in un simile modo? Cosa risponderebbe a costoro? Vede, se lei adesso digita il mio nome su Google, troverà delle cose incredibili sulla mia persona.
C'è chi accosta la mia persona ad un diffamatore professionista, altri ad un truffatore, altri ancora addirittura sostengono che sono un manipolatore di persone e informazione. Diceva una grande persona, “o mi si odia o mi si ama”. In verità non sono né un diffamatore professionista, e nemmeno un truffatore, tantomeno un manipolatore di persone o informazione.
Sono semplicemente un uomo che condivide e diffonde la propria indignazione, mettendoci la propria faccia e il proprio nome, criticando azioni o fatti i quali ritengo non solo incoerenti ma dannosi per l’intera Nazione. Quindi ritornando al discorso iniziale, sono fiero oltre che felice di essere considerato da “pochi”, un diffamatore professionista, un truffatore ed un manipolatore di persone o informazione; anche perché il sottoscritto considera quei “pochi”, dei cerebrolesi, "con la parola cerebrolesi non mi riferisco certo a chi soffre dell’omonima patologia, ma a chi ha mandato il cervello all’ammasso, a chi non l’ha mai usato.
E si nasconde vigliaccamente dietro nomi fasulli per diffamare e calunniare, cosa che non oserebbe mai fare col suo nome, né tanto meno di persona, faccia a faccia". Tutti conosciamo oramai abbastanza bene la vicenda riportata dal servizio in questione e che l'ha personalmente toccata: vorrebbe comunque ripercorrerla brevemente per noi? Il 7 Giugno – 2013, mentre uscivo di casa per pagare una bolletta e successivamente raggiungere il mio posto di lavoro, mi trovo davanti un’autovettura dei Carabinieri la quale si trova parcheggiata in prossimità di un semaforo, con le ruote sul marciapiede riservato alle persone diversamente abili e non contenti in contromano. Trovandomi davanti questa vergognosa situazione, decido di girare un video per denunciare pubblicamente quello che tutti voi avete avuto modo di vedere. Una volta inserito il video On-Line, alle ore 22.00 circa, un numero spropositato di Carabinieri piomba nel mio appartamento. Dopo alcuni minuti la mia abitazione diventa il covo del “Boss o Criminale” più spietato e ricercato D’Italia.
Vengo minacciato, insultato, denigrato ed abusato.
Successivamente viene effettuata una perquisizione “NON AUTORIZZATA”, dove gli stessi Carabinieri devastano stanza dopo stanza. Successivamente decidono di fermarmi con l’accusa di diffamazione aggravata, sostituzione di persona ed oltraggio.
In verità non ho mai commesso alcuno di questi reati. Il servizio ha avuto molto successo e proprio a ciò è legato lo scalpore di questi giorni per la mancata pubblicazione del video on line: lei ha già spiegato il fatto sul suo blog ma vuole ripeterci il suo punto di vista. Vede, in tutte le Repubbliche civili e democratiche la sovranità appartiene al Popolo Sovrano; la censura è non solo un pericolo ma anche una grande assurdità per chi, come noi, esprime i propri pensieri o le proprie idee. Un tempo tutto ciò si chiamava DITTATURA...
ci manca solo il ritorno allo schiavismo e buon Medioevo a tutti. L'episodio della perquisizione del suo appartamento desta senza dubbio numerose perplessità: che interpretazione ne da personalmente e cosa pensa possa significare in generale per noi cittadini? Quanto accaduto all'interno del mio appartamento é vergognoso, sono consapevole che il comportamento di questi Carabinieri é stato disdicevole; ma ci tengo a precisare che quanto avvenuto all'interno della mia abitazione, non deve portare tutti VOI ad associare l’intera Arma dei Carabinieri come “violenta”, ma piuttosto, condannare e punire i singoli soggetti, i quali hanno infangato e macchiato l'intera Arma dei Carabinieri. Pensa che la sua storia possa avere una valenza più ampia, una sorta di specchio per lo stato del nostro Paese? Se si, cosa ci trasmette? Evito di rispondere, altrimenti sarei denunciato per vilipendio alla nazione. Ritiene che simili fatti cambieranno la sua vita privata e\o quella da blogger? Come proseguiranno entrambe dopo simili avvenimenti? Questo episodio mi ha già ferito abbastanza, ma oggi sono più forte e determinato di ieri.
Pretendo che questi singoli soggetti vengano puniti in maniera esemplare, questo per dimostrare alle migliaia di persone che l'Arma dei Carabinieri condanna questi atti intimidatori. Tutto ciò cosa le ha insegnato e quale messaggio ne trae da condividere con i lettori? Come poc'anzi scritto, sono sempre più convinto che ancora una volta, a finire sul banco degli imputati saranno coloro che si battono in difesa della giustizia, della legalità e della verità. In Italia esiste la legge del non vedo e non sento ma so... Nel nostro amato Paese, la legge dovrebbe essere uguale per tutti, ma in realtà, non tutti sono uguali dinanzi alla legge.