14 October 2017

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Prevenzione e trattamento delle patologie invernali con l'omeopatia

  • Prevenzione e trattamento delle patologie invernali con l'omeopatia
Perch? un bambino ha spesso il mal di gola o l?otite e un altro quasi mai oppure soltanto se viene sottoposto a particolari fattori di stress ambientale? La risposta risiede in un insieme di componenti che caratterizzano la vita

Perché un bambino ha spesso il mal di gola o l’otite e un altro quasi mai oppure soltanto se viene sottoposto a particolari fattori di stress ambientale? La risposta risiede in un insieme di componenti che caratterizzano la vita di ciascuno, come per esempio l’alimentazione, la propensione familiare a particolari malattie (detta, con un termine tecnico, meiopragia), la flora batterica intestinale e l’assetto del sistema immunitario.
Relativamente a quest’ultimo soltanto negli ultimi anni i ricercatori hanno scoperto i toll-like receptors: si tratta di particolari recettori (ossia proteine situate sulla membrana delle cellule del sangue, dei polmoni e perfino del sistema nervoso) che sono in grado di riconoscere ed arginare alcuni agenti patogeni ed appartengono alla cosiddetta immunità innata, che consente al neonato e a qualunque essere umano in ogni età di difendersi prontamente dalle aggressioni microbiche.
Tali componenti sono geneticamente determinati, sono fortemente modulati dal nostro microbioma intestinale e non, e possono conferire suscettibilità o al contrario protezione nei confronti di malattie autoimmuni e tumorali. “Questi meccanismi ci consentono di identificare al meglio una strategia di prevenzione in grado di agire in maniera ampia sull’immunità”, afferma Zora Del Buono, neonatologa e pediatra omeopata a Bari.
“Partendo dall’immunità aspecifica, Sankombi, per esempio, contiene ceppi di mucor e aspergillus diluiti omeopaticamente in grado di stimolare nel bambino una risposta adattativa all’ambiente esterno.
Un trattamento preventivo intrapreso a settembre e concluso a marzo, con la somministrazione di 5 gocce mattino e sera fino ai 5 anni d’età (5 gocce al giorno oltre tale età per cicli di 3 mesi), può offrire una buona protezione, come dimostrano gli indici immunitari a livello laboratoristico”. Ulteriore aiuto viene offerto ai bambini che sembrano particolarmente soggetti ad uno spettro selettivo di patogeni, per esempio quelli che soffrono spesso di tonsilliti streptococciche, piuttosto che di infezioni da Mycoplasma o altro.
In questi soggetti si ipotizza possa sussistere un difetto immunitario selettivo di un particolare toll like receptor che non consente una risposta efficace nei confronti di quel patogeno. “In questi soggetti alla profilassi con Sankombi si potrebbe associare una terapia successiva con altri prodotti della linea Sanum, i Sanukehl: essi sono apteni, cioè particelle costituite da polisaccaridi estratti dalle capsule batteriche, opportunamente purificate e diluite omeopaticamente, che sono in grado di stimolare la risposta anticorpale”, commenta Del Buono. “Dopo la terapia isopatica di base con Sankombi gli apteni vengono usati per dirigere e selezionare l’immunità dell’individuo verso particolari ceppi patogeni.
Poiché inoltre i toll-like receptors raggruppano un certo numero di patologie affini, si può associare a ciascun tipo di TLR un gruppo di ceppi microbici e scegliere così gli apteni più utili a coprire specificamente alcune infezioni.
Un’altra categoria di farmaci omeopatici è rappresentata dagli immunobiologici, come Utilin (Bacillus subtilis) e Latensin (bacillus cereus), anch’essi della linea Sanum, utili ai soggetti a diatesi tubercolinica, cioè che hanno tendenza costituzionale a malattie respiratorie importanti, recidivanti o croniche.
Dopo una terapia di fondo con Sankombi per riequilibrare, eliminare un’eventuale flogosi residua e aiutare l’organismo ad eliminare i ceppi patogeni, si possono prevedere 4-6 settimane di trattamento con questi immunobiologici, che si possono anche applicare per via percutanea nei punti indicati in base alla patologia per potenziare l’immunità umorale e cellulare”. Un aspetto da non sottovalutare è il sovraccarico psicofisico a cui molti bambini di oggi vengono sottoposti, in particolare quando praticano uno sport in maniera intensiva oppure più attività.
In questo caso la costituzione fa la differenza: il bambino sulfurico, per esempio, è quello che reagisce bene all’ambiente e difficilmente si scompensa, a meno di un regime alimentare sregolato.
Ben diverso è il bambino carbonico, caratterizzato da una risposta lenta, con anergia a livello del corticosurrene: in questo caso è bene rallentare il ritmo di vita e rispettare i segnali del suo organismo, che spesso va ciclicamente incontro ad esaurimento funzionale (per esempio con comparsa di febbre il sabato mattina o nel fine settimana).
Il bambino fosforico o fosfo-fluorico è molto creativo, intelligente, fantasioso, concreto e ipersensibile: pur essendo più rapido del carbonico nel pensiero e nell’azione, se l’ambiente diventa per lui troppo stressante soprattutto sotto il profilo psichico, può andare incontro a sofferenza.
Il tubercolinismo, infine, è una diatesi ereditata che predispone a malattie respiratorie croniche, spesso i soggetti di questo tipo sono fosforici di costituzione e quindi poco schermati verso l’ambiente.
I genitori dovrebbero conoscere le caratteristiche dei propri figli e il loro bisogno di cibo, gioco e sonno per adattarsi ad esse anziché pretendere il contrario, imponendo ritmi e abitudini non fisiologiche.
Anche una vita regolare, senza eccessi e soprattutto calibrata alle necessità costituzionali del singolo bambino può contribuire infatti a mantenere il suo stato di salute e ad evitare quelle situazioni di sovraffaticamento in grado di favorire l’impianto di patogeni, in particolare a livello delle vie respiratorie.

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