17 October 2017

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Per "tradire" bene... conviene sapere il latino!

  • Per "tradire" bene... conviene sapere il latino!
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Dal prossimo 17 ottobre, presso il teatro dello storico Istituto delle Marcelline in piazza Tommaseo, cinque giovedì sera dedicati al valore del “tradere”, verbo latino che porta in sé significati diversi: “tradizione” e “tradimento”.
In tutti questi passaggi ciascuno consegna in altre mani qualcosa di proprio e forse persino se stesso.
Un ciclo di incontri tra teatro, storia, musica, arte e testimonianza personale per riflettere su ciò che consegniamo ai nostri figli in termini di società, istituzioni, cultura, bene comune.
E per scoprire che la tradizione non è qualcosa di chiuso e stantio, ma un movimento verso il mondo. Se vuoi “tradire” bene, occorre imparare il latino… No, non è il tentativo di dare un valore culturale positivo al tradimento o di farne un’apologia: piuttosto un bisticcio sul significato del verbo latino “tradere” che sta per “consegnare” ed è la radice comune di parole come “tradizione” e “tradimento”. Per misurarsi con il gesto profondo del “consegnare” la scuola milanese del Tommaseo, fondata dalla congregazione delle suore Marcelline, con l'aiuto dell'associazione AMA, propone un percorso attraverso performance teatrali, video, concerti e incontri d’arte che scavano dentro le etimologie del “tradimento”: dal “Tu quoque Brute, fili mi!” di Giulio Cesare al bacio di Giuda, dal valore della copia d’autore ai drammi di coscienza del processo di Norimberga, fino alla scelta estrema della carità, il consegnare se stessi agli altri. L’itinerario prevede, a partire dal prossimo 17 ottobre, cinque giovedì sera al teatro dell’Istituto di piazza Tommaseo, attivo a Milano dal 1906 e da sempre aperto alle sfide dei tempi: proprio qui la marcellina Madre Elisa Zanchi ebbe l’intuizione di inaugurare corsi innovativi di formazione linguistica, dando vita nel 1951 al primo Liceo Linguistico in Italia, (dove da qualche anno si insegna anche l’arabo!) subito preso a modello dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Altro fiore all’occhiello della scuola la possibilità di imparare il cinese come materia a scelta nell’Istituto tecnico economico a indirizzo turistico e la particolarità della “classe unica” tra classico e scientifico, divisi solo su materie di indirizzo. Oggi questa capacità di dialogo con il mondo per offrire una scuola che contribuisca alla crescita della società contemporanea continua e si rinnova.
Le serate del giovedì saranno un’occasione da non perdere per scoprire che “tradizione”– parola ancora oggi al centro di scontri e contrapposizioni feroci - non significa qualcosa di fisso, polveroso e stantio, ma uno spostamento, una variazione, una dinamica e un moto: il moto di dare, consegnare, affidare, trasmettere, tramandare qualcosa, dunque un moto intelligente che ha per oggetto la conoscenza. Si comincia giovedì 17 ottobre, alle 20.45, con Christian Poggioni - regista e attore teatrale formatosi alla scuola del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler – che porta in scena il suo “Tradimenti”, rielaborando monologhi, canzoni, poesie e racconti di autori tra cui Erodoto, Catullo, Boccaccio, Manzoni, Tot , Gandhi, Cechov e Karen Blixen: un inaspettato viaggio alla scoperta del tradimento nella storia, nella letteratura e nella vita di ognuno di noi. D’altra parte la storia stessa, quella con la esse maiuscola, ha subito le accelerazioni più memorabili sotto le spinte dei traditori.
Eppure i loro nomi vengono ricordati di rado.
Il motivo lo spiegava così Sir John Harington nel XVI secolo: “Perché il tradimento non trionfa mai? Perché se trionfa, nessuno osa chiamarlo tradimento”.  

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