22 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

Ripresa scolastica e malattie da raffreddamento: un aiuto dall'omeopatia

Con la ripresa dell?anno scolastico si riaffacceranno inevitabilmente le classiche malattie da raffreddamento: ogni anno, del resto, ? stato del tutto imprevedibile proprio come le condizioni climatiche, con focolai epidemici

Con la ripresa dell’anno scolastico si riaffacceranno inevitabilmente le classiche malattie da raffreddamento: ogni anno, del resto, è stato del tutto imprevedibile proprio come le condizioni climatiche, con focolai epidemici precoci nel caso di bruschi abbassamenti della temperatura oppure stagioni relativamente tranquille in concomitanza di un autunno più mite o clemente. “In realtà non è il freddo di per sé a causare il raffreddore, prototipo di queste infezioni delle alte vie aeree, che si collocano al primo posto tra le cause di morbilità e assenteismo scolastico in età evolutiva”, afferma il Dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. “Il freddo, infatti, funge soltanto da facilitatore, in quanto induce a rimanere in ambienti chiusi e affollati, nei quali i microrganismi trovano le condizioni migliori per diffondersi da un individuo all’altro: numerosi virus, infatti, vengono eliminati attraverso le secrezioni respiratorie ancora prima della comparsa dei sintomi e questo amplifica esponenzialmente il contagio.
È così inevitabile che i piccoli, più vulnerabili a causa di un sistema immunitario ancora vergine, oltre ad ammalarsi per primi, fungano da vettore nei confronti dei propri familiari”. Non solo.
Uno studio recente (Antivir Chem Chemother.
2013 Apr 19) ha stimato che i bambini possano andare incontro fino a 12 episodi di raffreddore virale, e ai costi facilmente intuibili di ogni evento, si possono sommare anche quelli dovuti a prescrizioni inappropriate di farmaci, quali antibiotici e corticosteroidi per via inalatoria (Prim Care Respir J.
2013; 22:201-8). “L'uso indiscriminato di antibiotici conduce poi alla selezione di batteri resistenti - spiega il Dottor Giuseppe Di Mauro Presidente SIPPS e responsabile della formazione della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) - vale a dire che, ogni qualvolta viene utilizzato un farmaco antibiotico, può accadere che si selezionino dei batteri resistenti al farmaco stesso.
Ciò provoca, molto spesso, una probabile ricaduta dell'infezione nel bambino, questa volta più difficile da trattare, perchè i batteri sono diventati resistenti all'attacco dell'antibiotico.” L’Italia è, secondo una recente indagine ministeriale, tra i Paesi dell'Unione Europea a più alto consumo di antibiotici e a più alto tasso di antibioticoresistenza.
L'uso eccessivo di antibiotici, come indicato dalla campagna promossa dalle più importanti Istituzioni sanitarie, provoca numerosi danni alla salute dei cittadini e comporta un ingente spreco di denaro pubblico.
Anche l’impiego dei mucolitici, come sottolinea una direttiva dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), è da evitare nei bambini al di sotto dei due anni d’età in presenza di sintomi di raffreddore e tosse: questi farmaci, infatti, hanno la capacità di aumentare le secrezioni bronchiali, ma i bambini piccoli hanno difficoltà ad eliminare tali secrezioni in modo efficace attraverso la tosse e dati di farmacovigilanza nazionali e internazionali hanno documentato numerosi casi di ostruzione respiratoria importante. Cosa fare dunque? “Senza dubbio la prima strategia preventiva si basa sul rispetto delle basilari norme igieniche, a partire dal lavaggio delle mani, che dovrebbe essere opportunamente insegnato ai bambini” afferma Di Mauro. “Pulizia nasale con soluzione fisiologica, idratazione, ventilazione della camera, umidificazione dell’aria, eliminazione del fumo dall’ambiente domestico rappresentano poi altri provvedimenti utili”. A questi si aggiungono anche le potenzialità dell’omeopatia, che diventa una risorsa preziosa grazie a farmaci sicuri e ben tollerati dai bambini: sono infatti disponibili numerosi preparati che consentono sia di stimolare opportunamente i meccanismi di difesa sia di intervenire sui sintomi senza il rischio di effetti collaterali. Esempi in tal senso sono influenzinum, ricavato dai ceppi del vaccino influenzale opportunamente diluito e dinamizzato, l’estratto di mucor racemosus e aspergillus niger per la profilassi e gluconato di rame in associazione a oro colloidale e gluconato di argento, da impiegare sia come prevenzione sia come trattamento della fase acuta, per migliorare la reattività dell’organismo e contrastare la stanchezza che spesso fa seguito agli episodi infettivi.
Un’ultima osservazione, infine.
I prodotti omeopatici possono essere associati ai farmaci tradizionali, antibiotici inclusi: il loro razionale di impiego, infatti, non è alternativo bensì complementare a tutti gli altri presidi terapeutici consolidati, con il vantaggio di una loro gestione più attenta e di una potenziale ottimizzazione del loro effetto.

Articoli Correlati