26 September 2017

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Credevo fosse amore...

Seconda puntata. Sono stata sempre una persona socievole, da piccola ho iniziato a frequentare la mia Parrocchia, e questo mi ha dato la possibilit? di conoscere un sacco di gente. L? ho conosciuto anche il mio pi? grande

Seconda puntata. Sono stata sempre una persona socievole, da piccola ho iniziato a frequentare la mia Parrocchia, e questo mi ha dato la possibilità di conoscere un sacco di gente.
Lì ho conosciuto anche il mio più grande amico, che tra poco sarà il mio testimone di nozze, insieme ad un'altra ragazza, la mia sorella acquisita, ci conosciamo dall'asilo! Sono due persone fantastiche, ci sono cresciuta, e forse mi conoscono più dei miei genitori (più di mio padre sicuramente!). A loro basta guardarmi per capire cosa va e cosa non va.
Quando diedi loro la notizia del nostro trasferimento non sapevano se ridere o se piangere.
Mi conoscono, sanno che io sono una persona solare, e la loro paura era che in un paesino piccolo questo poteva essere frainteso e che vivere in un luogo 'chiuso' e lontano dai miei affetti avrebbe potuto destabilizzarmi.
Ma poi hanno visto la mia voglia di libertà e di cambiamento nei miei occhi e non hanno potuto far altro che darmi un abbraccio e 'accompagnarmi' da lontano in questa mia avventura. A volte nella mia piccola casa in Sicilia, quando sono sola (e questo accade spesso), Marco è sempre fuori per lavoro, penso..Mi fermo a riflettere a tutto quello che qui non ho.
Mi mancano i miei affetti, mi mancano i miei amici, mi manca la mia città..Ma qui sarò felice, qui c'è Marco accanto a me, e tutto andrà bene. Anche quando eravamo ancora a Milano, nell'ultimo anno, mi ero un po' allontanata dai miei amici di sempre.
Era stato un allontanamento fisiologico, anche se non scelto da me.
Marco ha sempre fatto orari strani, e il fine settimana amava stare a casa tranquillo, con la sua famiglia.
Per questo alla fine i miei amici, ai nostri continui rifiuti ai loro inviti, hanno iniziato a non chiamarci più..Beh, è normale..A lui uscire non è mai piaciuto, non è mai stato abituato, e non ne sentiva il bisogno.
Però quando ci chiamavano lui mi diceva sempre: "Tu vai tranquilla, non ti preoccupare, vai tu"..Ovviamente io non sono mai andata..Il senso di colpa in me, se l'avessi fatto, mi avrebbe divorato.."Io esco e lui rimane a casa da solo" pensavo? Ed allora andavo a cena a casa sua, con i suoi, e passavamo la serata davanti il televisore tutti e quattro..in fondo, mi dicevo, quello che voglio è stare vicino a lui, non importa come e dove, l'importante è che io e lui ci amiamo...Già, i suoi genitori..Praticamente i nostri migliori (ed unici) amici! continua....

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