20 October 2017

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CARO AVVOCATO: falsi ciechi e disciplina per l'attribuzione dell'invalidità civile

  • CARO AVVOCATO: falsi ciechi e disciplina per l'attribuzione dell'invalidità civile
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Si sente sempre pi? spesso parlare di falsi invalidi e di pensioni invalidit? percepite indebitamente da chi si finge non vedente. Eppure la disciplina vigente, in linea teorica, ? molto

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Si sente sempre più spesso parlare di falsi invalidi e di pensioni invalidità percepite indebitamente da chi si finge non vedente.
Eppure la disciplina vigente, in linea teorica, è molto rigorosa nel senso di concedere l'invalidità civile solo in peculiari e tassativi casi. La normativa di riferimento è rappresentata dalla legge n.
66/1962 e successive modifiche e, nel corso degli anni, con l'intevento della Suprema Corte di Cassazione, si è assistito alla formazione di una costante giurisprudenza sul punto. In materia di prestazioni assistenziali, possono beneficiare delle pensioni di invalidità, ai sensi dell'art.
8 della legge n.
66 del 1962 e dell'art.
3 della legge n.
508 del 1988, i ciechi assoluti e coloro che hanno un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione. Ne consegue che il beneficio non spetta ove il residuo visivo sia di un decimo per un occhio anche se vi sia cecità assoluta nell'altro, non essendo possibile, in base all'inequivoco tenore letterale delle norme, effettuare una media matematica fra i gradi visivi di entrambi gli occhi. Il requisito soggettivo dell'ipovisione ad entrambi gli occhi, costituisce espressione della discrezionalità di cui gode il legislatore nell'individuare le soglie entro le quali riconoscere trattamenti assistenziali, senza che risultino violati i principi costituzionali di ragionevolezza di cui all'art.
3 Cost.
e dell'assistenza sociale di cui all'art.
38 Cost. Per ciò che concerne la corresponsione dell'indennità di accompagnamento, nel sistema normativo introdotto dalla legge 22 dicembre 1979, n.
682, confermato dalla legge 4 maggio 1983, n.
165, nonché ripreso, dopo il diverso regime recato dalle leggi 21 novembre 1988, n.
508 e 11 ottobre 1990, n.
289 (che determinano in via autonoma detta indennità), dalla legge 31 dicembre 1991, n.
429, l'indennità goduta dai ciechi civili assoluti è equiparata a quella goduta dai grandi invalidi di guerra.
Ne consegue che la misura dell'indennità base dell'indennità di accompagnamento per i ciechi civili assoluti va determinata nell'importo stabilito per l'analogo beneficio goduto dai grandi invalidi di guerra.

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