20 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

CARO AVVOCATO: bullismo ed abuso dei mezzi di correzione

  • 11|
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con una sentenza del giugno 2013, la Suprema Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso dei mezzi di correzione per contrastare il bullismo. Il caso di specie riguarda la condanna

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Con una sentenza del giugno 2013, la Suprema Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso dei mezzi di correzione per contrastare il bullismo. Il caso di specie riguarda la condanna di un insegnante che aveva costretto l'alunno, resosi protagonista di alcuni episodi di bullismo, a scrivere 100 volte sulla lavagna "sono un deficiente".
L'insegnante è stato condannato per il reato di abuso di mezzi di correzione. L'art. 571 c.p.
sancisce difatti che "chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi.
Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni" Secondo la Corte, integra sempre il reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina il comportamento dell'insegnante che umilii, svaluti, denigri o violenti psicologicamente un alunno causandogli pericoli per la salute, atteso che, in ambito scolastico, il potere educativo o disciplinare deve sempre essere esercitato con mezzi consentiti e proporzionati alla gravità del comportamento deviante del minore, senza superare i limiti previsti dall'ordinamento o consistere in trattamenti afflittivi dell'altrui personalità. Viene difatti rilevato che nel processo educativo essenziale è la congruenza tra mezzi e fini, tra metodi e risultati, cosicché diventa contraddittoria la pretesa di contrastare il bullismo con metodi che finiscono per rafforzare il convincimento che i rapporti relazionali (scolastici o sociali) sono decisi dai rapporti di forza o di potere. In conclusione deve sottolinearsi che la risposta educativa dell'istituzione scolastica deve essere sempre proporzionata alla gravità del comportamento deviante dell'alunno e, in ogni caso, non può mai consistere in trattamenti lesivi dell'incolumità fisica o afflittivi della personalità del minore.