19 October 2017

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CARO AVVOCATO: tutela del lavoratore in caso di trasferimento della sede lavorativa

  • CARO AVVOCATO: tutela del lavoratore in caso di trasferimento della sede lavorativa
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: L'art. 2103 c.c., in materia di rapporto di lavoro subordinato, espressamente sancisce che il lavoratore "... non pu? essere trasferito da una unit? produttiva ad un'altra se non per

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: L'art.
2103 c.c., in materia di rapporto di lavoro subordinato, espressamente sancisce che il lavoratore "...
non può essere trasferito da una unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive". Se il trasferimento è legittimo il lavoratore non può rifiutarlo ed in caso di rifiuto non motivato da ragioni valide il datore di lavoro può disporre il licenziamento per giustificato motivo soggettivo. I limiti previsti dal succitato art.
2103 c.c.
in tema di trasferimento del lavoratore da un’unità produttiva all’atra, che cristallizzano la facoltà del datore di lavoro alla sussistenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, non operano nel caso in cui il trasferimento stesso sia stato disposto a richiesta del lavoratore. Inoltre, il potere discrezionale dell’imprenditore di trasferimento del lavoratore non opera se per norma di contratto collettivo o individuale venga stabilito, con carattere vincolante per entrambe le parti, che la prestazione lavorativa debba essere effettuata in un determinato luogo. Recentemente, i giudici di merito hanno stabilito che "in caso di trasferimento, laddove si intenda contestare la scelta della sede "ad quem", risulta necessario allegare in giudizio l'esistenza di posizioni libere in una delle sedi presso le quali, in tesi, il dipendente avrebbe potuto essere trasferito in alternativa rispetto all'unità aziendale individuata dalla parte datoriale, non potendo certo esigersi né che venga trasferita altra risorsa, né che l'assegnazione ad una certa unità aziendale sia disposta in aggiunta all'organico ordinariamente previsto per essa".
(Trib.
Milano, 03.05.2013)

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