17 October 2017

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CARO AVVOCATO: revoca dell'assegnazione della casa coniugale

  • CARO AVVOCATO: revoca dell'assegnazione della casa coniugale
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Nei giudizi di separazione o di divorzio, ove ci siano figli minori, il giudice assegna la casa coniugale al coniuge che convive stabilmente con i medesimi, proprio in considerazione del

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Nei giudizi di separazione o di divorzio, ove ci siano figli minori, il giudice assegna la casa coniugale al coniuge che convive stabilmente con i medesimi, proprio in considerazione del fatto che i figli devono continuare a risiedere nel luogo ove si è svolta la vita matrimoniale dove essi hanno vissuto sino a prima della rottura della relazione tra i genitori. L'art.
155 quater c.c., comma 1, dispone però che il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso in cui il coniuge assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare. Secondo quanto statuito da una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (maggio 2013) tale previsione normativa deve essere interpretata, in conformità con i predetti principi, nel senso che, sebbene tali casi di revoca dell'assegnazione della casa familiare siano collegati ad eventi che fanno presumere il venir meno della esigenza abitativa, tuttavia la prova di tali eventi - che onera chi agisce per la revoca - deve essere particolarmente rigorosa in presenza di prole affidata o convivente con l'assegnatario. In particolare, la prova offerta da parte del coniuge che chiede la revoca dell'assegnazione deve attestare in modo univoco che le circostanze attestanti il mancato godimento dell'abitazione sono connotate dal carattere della "stabilità", cioè dell'irreversibilità, ed inoltre nel senso che il giudice investito della domanda di revoca deve comunque verificare che il provvedimento richiesto non contrasti con i preminenti interessi della prole affidata o convivente con l'assegnatario.

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