19 October 2017

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LA DONNA DEL GIORNO: Barbara Steele

  • LA DONNA DEL GIORNO: Barbara Steele
Nata a Birkenhead, in Inghilterra, nel 1958 Barbara Steele viene ingaggiata dalla Rank Organisation. Interpreta piccoli ruoli fino a quando il suo contratto viene ceduto alla 20th Century Fox, che la porta ad Hollywood. A quel

Nata a Birkenhead, in Inghilterra, nel 1958 Barbara Steele viene ingaggiata dalla Rank Organisation.
Interpreta piccoli ruoli fino a quando il suo contratto viene ceduto alla 20th Century Fox, che la porta ad Hollywood.
A quel punto però, malgrado il contratto, rimane quasi disoccupata per due anni.
Approfitta quindi di uno sciopero degli attori di Hollywood per accettare un ruolo in Italia in un film horror di un giovane regista al suo esordio, Mario Bava, cosa che non sembrava troppo promettente...
eppure questa occasione si rivela essere un trampolino di lancio per Barbara. A partire da La maschera del demonio (1960) infatti, l’attrice diviene il simbolo del cinema Gotico con il suo viso inusuale, i lunghi capelli corvini e gli immensi occhi penetranti.
In seguito viene continuamente chiamata ad interpretare ruoli da protagonista in pellicole horror, come Il pozzo e il pendolo (Roger Corman, 1961), L’orribile segreto del Dottor Hitchcock (Riccardo Freda, 1962), Lo spettro (Freda, 1963), Danza Macabra (1964) e I lunghi capelli della morte (1965), entrambi per la regia di Antonio Margheriti, Amanti d’oltretomba (Mario Caiano, 1965), 5 tombe per un medium (Massimo Pupillo, 1965), Un angelo per Satana (Camillo Mastrocinque, 1966). Contemporaneamente recita in diversi film memorabili fuori dal genere, come 8 ½ (Federico Fellini, 1963), Le voci bianche (Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, 1964) o L’armata Brancaleone (Mario Monicelli, 1966). Negli anni '70 lavora principalmente in America: Femmine in gabbia (Jonathan Demme, 1974), Il demone sotto la pelle (David Cronenberg, 1975), Piranha (1978), per la regia di Joe Dante (che appare in The butterfly room in un gustoso cameo), Pretty Baby (Louis Malle, 1978), The silent scream (Denny Harris, 1980). Negli anni '80 vince tre Golden Globe e un Emmy Award come produttrice delle serie tv The winds of war (1983) e War and Remembrance (1988), entrambe dirette da Dan Curtis. Nel 1991 si riavvicina al genere horror come produttrice e protagonista della serie tv di culto Dark Shadows (Dan Curtis). Adorata da Tim Burton e da Clive Barker, che le dedica la voce “M” (Mistress of the night) del documentario A-Z of Horror (1997), Barbara Steele, The First Scream Queen o The Queen of All Scream Queens, The First Goth, The Horror Diva, con la sua bellezza eterea, pallida e ineffabile, è entrata nell’olimpo delle icone horror, avendo incarnato per prima e con ineguagliabile sensualità e raffinatezza i canoni estetici del gotico al cinema.

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