23 September 2017

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CARO AVVOCATO: per la sussistenza del reato di stalking è sufficiente il dolo generico

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La Suprema Corte di Cassazione torna nuovamente sul reato di stalking con la sentenza 15 maggio 2013, n. 20993, precisando che trattandosi di reato abituale di evento, ? sufficiente, per

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La Suprema Corte di Cassazione torna nuovamente sul reato di stalking con la sentenza 15 maggio 2013, n.
20993, precisando che trattandosi di reato abituale di evento, è sufficiente, per integrare l’elemento soggettivo, il dolo generico; ovvero la volontà di porre in essere le condotte di minaccia o di molestia. Una condotta umana, per integrare un reato punibile dal nostro ordinamento, deve essere sorretta dall'elemento soggettivo, ossia dal dolo o dalla colpa.
Il dolo consiste nella coscienza di commettere un reato e nella volontà di commetterlo.
Questa definizione integra il dolo generico.
Il dolo specifico invece presuppone, oltre alla coscienza ed alla volontà di commettere il reato, anche la consapevolezza di ledere il soggetto passivo del reato. Questa distinzione è fondamentale perchè per i delitti che richiedono, per la loro configurabilità, il dolo specifico, è più difficile dimostrare la colpevolezza dell'autore del reato. Nel caso dello stalking, la sopra citata sentenza, conferma l'orientamento della giurisprudenza che statuisce, per la configurabilità del reato, la sussistenza del solo dolo generico. Secondo quanto precisato dalla corte nella sentenza in commento, perché possa integrarsi il reato di stalking non è necessario che persecutore sia consapevole dello scopo che vuole ottenere, in quanto è sufficiente che lo stesso abbia volontà e consapevolezza di assumere comportamenti minacciosi in grado di condizionare la vittima. Nella decisione in oggetto si legge testualmente, ricordando precedenti sul tema, che “è configurabile il reato di stalking quando il comportamento minaccioso o molesto di taluno, posto in essere con condotte reiterate, abbia cagionato nella vittima un grave e perdurante turbamento emotivo ovvero abbia ingenerato un fondato timore per l’incolumità proprio o di un prossimo congiunto o di una persona allo stesso legata da una relazione affettiva ovvero ancora abbia costretto lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita, bastando, inoltre, ad integrare la reiterazione, quale elemento costitutivo del suddetto reato, anche due sole condotte di minaccia o molestia”

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