25 September 2017

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CARO AVVOCATO: utilizzabilità di un rapporto investigativo nel processo civile

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Nel corso di procedimenti di separazione o di divorzio giudiziali molto spesso, al fine di provare l'infedelt? di un coniuge, il coniuge che si ritenga leso si rivolge ad un investigatore

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Nel corso di procedimenti di separazione o di divorzio giudiziali molto spesso, al fine di provare l'infedeltà di un coniuge, il coniuge che si ritenga leso si rivolge ad un investigatore privato, incaricandolo di reperire le prove della presunta infedeltà. Ebbene, recentemente il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di acquisizione del rapporto investigativo all'interno del procedimento civile. Questo perché il rapporto investigativo viene qualificato come "atto proveniente da un terzo" e come tale, inidoneo a formare piena prova in ordine ad una circostanza di fatto. Ciò non significa che il rapporto non possa entrare nel giudizio bensì il Giudice ben potrà estrarre allegati al rapporto che invece possono formare piena prova, come ad esempio fotografie scattate il luoghi pubblici od altre prove che si sono formate nel rispetto della legge e del diritto della privacy dei soggetti coinvolti. Il rapporto comunque è pur sempre un documento redatto da un consulente che aiuta la parte nel giudizio ed il medesimo potrà dunque essere chiamato a testimoniare solamente se ha direttamente preso parte all'attività investigativa ed è pertanto in grado di riferire su fatti e circostanze di causa.

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