16 October 2017

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ATTENTATO BOSTON: la testimonianza degli italiani alla maratona

  • ATTENTATO BOSTON: la testimonianza degli italiani alla maratona
Sessanta italiani alla maratona di Boston: ecco il loro racconto - Per uno sportivo correre la maratona ? spesso il sogno della vita, un progetto da coltivare lungo anni di allenamento soprattutto se si tratta di una maratona

Sessanta italiani alla maratona di Boston: ecco il loro racconto - Per uno sportivo correre la maratona è spesso il sogno della vita, un progetto da coltivare lungo anni di allenamento soprattutto se si tratta di una maratona storica come quella di Boston.
Nella grande città americana si riuniscono infatti atleti provenienti da tutto il Pianeta, pronti a correre insieme verso l’ambito traguardo. Anche ieri la tradizione non si è smentita e dal nostro Paese erano ben 60 i corridori in procinto di tagliare la linea quando però qualche cosa è andato storto: due esplosioni a distanza di pochi minuti l’una dall’altra hanno trasformato il sogno in un incubo. Paolo Rossi di Pescia era a pochi metri dall’arrivo quando ha sentito la deflagrazione: «Ero sul traguardo, quando è scoppiato il primo ordigno — racconta — Era una festa bellissima, a cento metri dal traguardo.
Mia figlia era in tribuna: ha saltato la transenna per fare gli ultimi 200 metri con me, eravamo abbracciati.
[...] A cento metri, dal traguardo, questa esplosione.
C’era gente per terra ferita, ci siamo voltati, è arrivata la seconda esplosione.
C’è stato il panico, un macello.
[...] Sono passato dalla felicità totale al terrore in cinque secondi». C’è invece chi quella maratona l’aveva già finita, anzi era tornato addirittura in albergo: Fulvio Massini, traning consultant fiorentino che aveva organizzato la spedizione dei toscani, si è occupato di recuperare i suoi compagni sparsi per le vie limitrofe alla corsa per poi rassicurare telefonicamente i loro parenti.
“E’ stato un attentato, non ci sono morti tra i corridori” spiegava a chi lo incalzava con domande sempre più pressanti. Già perché quello che tutti ricorderanno di questa maratona sarà la paura, non la gioia di aver tagliato il traguardo ma il terrore, la confusione, la disperazione.
Anche questi sentimenti, in fin dei conti, uniscono persone di Paesi lontani. Fonte: corrierefiorentino.corriere.it

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