23 October 2017

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CARO AVVOCATO: la disciplina della caccia

  • CARO AVVOCATO: la disciplina della caccia
L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La caccia, purtroppo, ? una realt? a cui l?Italia non riesce a sottrarsi ma, fortunatamente, la disciplina nazionale ? stata integrata con quella europea, sancendo il divieto di caccia

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: La caccia, purtroppo, è una realtà a cui l’Italia non riesce a sottrarsi ma, fortunatamente, la disciplina nazionale è stata integrata con quella europea, sancendo il divieto di caccia per alcune specie migratrici, onde evitare l’estinzione di alcuni volatili che dal nord transitano nel nostro paese per raggiungere definitivamente paesi più caldi durante la stagione migratoria. L’esercizio dell’attività venatoria secondo quanto disposto dalla normativa nazionale 157/92 può essere effettuato a seguito del conseguimento della licenza di porto di fucile per uso caccia, attestato che si ottiene dopo aver sostenuto e superato l’esame di abilitazione all’esercizio venatorio.
In particolare, la licenza di porto d’armi per la caccia, soprattutto in questi ultimi anni, è subordinata alla sussistenza ed alla permanenza di determinati requisiti stabiliti dal T.U.P.L.S.
e, ad esempio, chi ha riportato una condanna penale potrebbe non essere abilitato la rilascio della suddetta licenza. L’attuale normativa che disciplina l’attività venatoria porta la data dell’11 febbraio 1992 ed è la n.
57.
A seguito di questa dell’emissione di questa norma tutte le regioni italiane si sono attivate al fine di produrre specifiche normative di riferimento disciplinanti l’attività venatoria nel territorio di competenza. Ulteriori interventi di perfezionamento alle medesime vengono effettuati, anche di anno in anno, dalla Regioni o dalle Province al fine di rendere aderenti i dettami della 157/92 ai mutamenti dell’ambiente, alla consistenza delle popolazioni selvatiche ed alle esigenze e al numero dei cacciatori. Ciò che molti non sanno è che non tutte le specie possono essere cacciate ma, di anno in anno, si pone particolare attenzione a tutte quelle specie classificate come “a rischio di estinzione”.
Con la disciplina regolamentare vengono inoltre definite tutta una serie di specifici elementi di tutela di tali attività sia per i danni provocati nell’esercizio dell’attività venatoria, sia per i danni arrecati alle produzioni agricole e zootecniche dalla specie oggetto della tutela, sia per la prevenzione dei rischi e per la pubblica incolumità. Nonostante la particolare attenzione che l’ordinamento italiano pone rispetto alle specie a rischio di estinzione, purtroppo, ogni anno vi sono cacciatori che non si attengono alle vigenti normative e, incuranti dei divieti che attengono ai periodi ed alle zone della caccia, cagionano l’uccisione indiscriminata di specie a rischio anche perché riesce quasi impossibile operare efficacemente un controllo effettivo in tutte le zone boschive italiane.

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