25 September 2017

Chedonna.it Copyright © 2011 - WEB365SRL | Tutti i diritti riservati

CARO AVVOCATO: risarcimento del danno morale per la morte del nostro animale

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Un recente orientamento dei Giudici di legittimit? e di merito riconosce il diritto al risarcimento del danno a tutti i padroni che, a causa di comportamenti illeciti di terzi, si vedono

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Un recente orientamento dei Giudici di legittimità e di merito riconosce il diritto al risarcimento del danno a tutti i padroni che, a causa di comportamenti illeciti di terzi, si vedono privati della compagnia del proprio animale. In particolare, i casi che hanno aperto la strada alla tutela risarcitoria, sono due: nel primo la padrona di un cane di piccola taglia aveva assistito alla morte del proprio animale perché letteralmente sbranato da un cane di grossa taglia; nell’altro, il padrone di un cane si era visto investire il proprio animale da un automobilista. In entrambi i casi i padroni avevano adito l’autorità giudiziaria al fine di veder riconosciuto un risarcimento del danno non patrimoniale dovuto alla perdita del proprio amico a quattro zampe.
Ebbene: la tutela risarcitoria è stata concessa tanto nell’uno quanto nell’altro. Questo perché il danno esistenziale può essere definito come la lesione della personalità del soggetto nel suo modo di essere, sia personale che sociale, che si sostanzia nella alterazione apprezzabile della qualità della vita consistente in agire altrimenti o in un non poter più fare come prima. Questo significa che il danno esistenziale assicura la tutela risarcitoria a fronte di quei comportamenti illeciti, che non hanno le caratteristiche per integrare un fatto di reato, né hanno cagionato al danneggiato una lesione alla sua integrità psico-fisica -accertabile con criterio medico-legale- ma non di meno hanno menomato o fortemente compromesso l’estrinsecazione della personalità del soggetto nei rapporti con il prossimo, con l’ambiente o rispetto alle attività della vita, in modo da ledere i diritti costituzionalmente tutelati dall’art.
2 della Costituzione.

Articoli Correlati