20 September 2017

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CARO AVVOCATO: nuova convivenza ed assegno di mantenimento

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L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Cosa succede se una ex coniuge inizia a convivere con un altro uomo ed ha un figlio con il nuovo compagno? Ha sempre diritto al mantenimento da parte dell'ex marito? Se la nuova

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Cosa succede se una ex coniuge inizia a convivere con un altro uomo ed ha un figlio con il nuovo compagno? Ha sempre diritto al mantenimento da parte dell'ex marito? Se la nuova convivenza ha carattere di stabilità e non di temporaneità viene meno la regola secondo la quale all'ex coniuge deve essere garantito lo stesso tenore di vita che aveva in costanza di matrimonio. Questo perchè la nuova famiglia avrà il suo peculiare tenore di vita, che potrà essere difforme da quello avuto in precedenza. Anche la Suprema Corte ha dunque adeguato il proprio giudizio alle esigenze ed ai criteri di equità sociale imposti dal nostro ordinamento, in virtù dei quali, “ove tale convivenza assuma i connotati di stabilità e continuità, e i conviventi elaborino un progetto ed un modello di vita in comune – analogo a quello che di regola caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio: arricchimento e potenziamento reciproco della personalità dei conviventi, e trasmissione di valori educativi ai figli (non si deve dimenticare che obblighi e diritti dei genitori nei confronti dei figli sono assolutamente identici, ai sensi dell’art.
30 Cost.
e art.
261 c.c., in ambito matrimoniale e fuori dal matrimonio – la mera convivenza si trasforma in una vera e propria famiglia di fatto.
A quel punto il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei partner non può che venir meno di fronte all’esistenza di una famiglia, ancorchè di fatto.
Si rescinde così ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, con ciò, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno, fondato sulla conservazione di esso” (Cass.
sent, n.
17195/2011).