24 September 2017

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STRASBURGO: bocciato ricorso dell'Italia sulla procreazione assistita

E' stato respinto dalla Corte europea dei diritti umani il ricorso dell'Italia perch? fosse effettuato il riesame della sentenza con cui la stessa Corte, il 28 agosto scorso, aveva bocciato la legge 40 sulla procreazione

E' stato respinto dalla Corte europea dei diritti umani il ricorso dell'Italia perchè fosse effettuato il riesame della sentenza con cui la stessa Corte, il 28 agosto scorso, aveva bocciato la legge 40 sulla procreazione assistita.
La Corte aveva infatti puntato il dito contro l’ 'incoerenza del sistema legislativo italiano' che 'da una parte priva i richiedenti dell’accesso alla diagnosi genetica pre impianto' e 'd’altra parte li autorizza a una interruzione di gravidanza se il feto risulta afflitto da quella stessa patologia'.
La Corte aveva decretato che 'l’ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto della loro vita privata e familiare è quindi sproporzionata'. A sollevare il caso erano stati Rosetta Costa e Walter Pavan,entrambi italiani, nati nel 1977 e 1975 e residenti a Roma,che, data alla luce nel 2006 una bimba affetta da mucoviscidosi, avevano scoperto di essere portatori sani della malattia. Di nuovo gestante nel 2010, Rosetta Costa attraverso un esame diagnostico prenatale apprese che anche il nuovo feto era affetto dalla malattia: la signora fece perciò ricorso a un aborto terapeutico.
Oggi i coniugi desidererebbero servirsi della fecondazione assistita con una diagnosi pre impianto.
Ma, è riportato sulla sentenza della Corte, la legge italiana proibisce un depistaggio preimpianto.
La fecondazione assistita è invece consentita per le coppie sterili o in quelle in cui l’uomo sia affetto da malattie virali trasmissibili per via sessuale ( HIV, l’epatite B o C...), per evitarne la trasmissione. Fonte: lastampa.it

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