21 September 2017

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CARO AVVOCATO: tutte le manifestazioni del reato di ingiuria

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Commette il reato di ingiuria chi offende l'onore ed il decoro di un'altra persona. Non tutte le manifestazioni di disprezzo sono per? giudicate penalmente rilevanti poich? la singola

L'avvocato Sara Testa Marcelli risponde: Commette il reato di ingiuria chi offende l'onore ed il decoro di un'altra persona. Non tutte le manifestazioni di disprezzo sono però giudicate penalmente rilevanti poichè la singola manifestazione deve essere sempre analizzata nel contesto ove la medesima è stata utilizzata. E' quindi impossibile immaginare la creazione di una categoria chiusa, a sé stante e delimitata in modo da impedire di volta in volta l’ingresso di nuove fattispecie anche perchè la realtà fattuale è in continua evoluzione e perchè vengono creati nuovi modi di offendere l'onore o la morale, ad esempio come l'utilizzo dei social network come Facebook. Quindi ciò che rileva non è la parola o le parole offensive utilizzate, quanto il contesto nel quale le medesime sono state usate. A titolo esemplificativo il termine “vaffanculo”, pur essendo considerato dalla Suprema Corte di Cassazione espressioe che ha ormai perso “la accezione offensiva per divenire solo sintomo di impoverimento del linguaggio e di maleducazione”, è comunque idonea ad attaccare ed offendere l'onore e il decoro di una persona. Tuttavia, anche espressioni con un più evidente e modesto tenore linguistico possono concretizzare, in forza del contesto in cui si inseriscono, il reato di ingiuria. Utilizzare espressioni come “non rompere le scatole” potrebbe condurre, per chi le ha pronunciate, ad una condanna ex art.
594 c.p. In una recentissima pronuncia la Corte di Cassazione ha condannato una signora perché si è rivolta ad un bambino utilizzando un’espressione considerata da molti innocua quale quella di “scioccarellino”.
Tuttavia, in conformità con quanto detto, è il contesto e l’intenzione ad essere oggetto di valutazione, ed il fatto che quella parola sia stata pronunciata alla presenza di altri bambini e durante l’attività ludica sembra aver reso doveroso tale pronunciamento.

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