22 September 2017

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CINEMA: addio a Carlo Rambaldi, papà di E.T. e King Kong

Carlo Rambaldi era un artista e un artigiano, uno che pur avendo vinto tre Oscar non si vantava e odiava, su tutti, il computer. Una vera e propria contraddizione. ?Si ? persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i

Carlo Rambaldi era un artista e un artigiano, uno che pur avendo vinto tre Oscar non si vantava e odiava, su tutti, il computer.
Una vera e propria contraddizione.
‘Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti.
Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa’ diceva a chi gli chiedeva del suo lavoro. Rambaldi, il grande creatore di effetti speciali, è morto a Lamezia Terme (Catanzaro) all’età di 86 anni.Era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara).
Tra i numerosi altri film a cui ha collaborato, oltre ai tre per i quali aveva ricevuto l'Oscar ('King Kong' di John Guillermin, 'Alien' di Ridley Scott ed 'E.T.' l'extra-terrestre di Steven Spielberg) ci sono anche 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' (1977) sempre di Spielberg, e 'Dune' (1984) di David Lynch. Sull'odio per il digitale, Rambaldi diceva ancora: ‘il digitale costa circa otto volte più della meccatronica.
E.T.
è costato un milione di dollari, l'abbiamo realizzato in tre mesi.
Nel film ci sono circa 120 inquadrature.
Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi’. Tanti gli aneddoti che dicono molto della sua professionalità, ma due su tutti: nel 1971, per l'istruttoria delle circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, il magistrato inquirente chiese aiuto a Rambaldi per ricostruire le modalità di caduta del corpo.
E lui fornì un manichino ad hoc simil-Pinelli.
L'anno dopo, sempre Rambaldi, fu costretto poi a dimostrare in tribunale il fatto che la vivisezione canina nel film 'Una lucertola con la pelle di donna' (1971) di Lucio Fulci fosse solo un trucco.
Dopo che lo stesso Fulci, ovviamente, era stato citato in tribunale per maltrattamento e crudeltà verso gli animali. Nato come pittore e scultore, era entrato nel mondo del cinema italiano lavorando a pellicole come 'Terrore nello spazio' di Mario Bava e 'Profondo rosso' di Dario Argento.
A notarlo negli Usa fu per prima, negli anni Settanta, John Guillermin (King Kong) e poi Spielberg e Ridley Scott.
Per la sua creatura più famosa, E.T., aveva più volte detto: ‘E' ovvio che gli occhi di E.T.
ricordino quelli di un felino, per i primi bozzetti mi sono ispirato al muso del gatto himalayano visto frontalmente, stesse linee espressive’.
Anche se Spielberg sottolineava nelle interviste che il viso di E.T.
era invece un mix delle facce di Albert Einstein, Ernest Hemingway e Carl Sandburg. Fonte: ansa.it

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