23 September 2017

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Cristian Stangalini, licenziato apre una nuova azienda e diventa ricco

Cristian Stangalini si rimbocca le maniche dopo il licenziamento e diventa ricco - Una vita di lavoro, la crisi che arriva inarrestabile e, dopo una lenta ma inesauribile riduzione delle entrate, ad uncerto punto il rubinetto del

Cristian Stangalini si rimbocca le maniche dopo il licenziamento e diventa ricco - Una vita di lavoro, la crisi che arriva inarrestabile e, dopo una lenta ma inesauribile riduzione delle entrate, ad uncerto punto il rubinetto del denaro si chiude inesorabilmente: è il licenziamento.
Per molti lavoratori, soprattutto se non più giovanissimi, questo triste giorno rischia di trasformarsi in un incubo senza via d'uscita, un lungo tunnel di cui vedere la fine appare impossibile e il cui percorso sembra ancor meno praticabile: il licenziamento è insomma quella che possiamo definire senza dubbio come una tragedia, la domanda è semmai se da tale tragedia si può prima o poi uscire. Come in tutti i momenti bui anche quello post-perdita del lavoro è destinato a vederci in prima linea, pronte a lottare per ritornare a galla, ance se a corto di fiato e con zavorre alquanto pesanti legate ai piedi: si tratta insomma di una situazione che necessita di tanto coraggio e, se possibile, anche di un pizzico di speranza.
Se la prima arma può difficilmente essere fornita da esterni la seconda risulta invece più facilmente reperibile, magari con uno sforzo di ricerca e un po' più di attenzione: tra chi infatti passa per la gogna del licenziamento c'è anche chi è riuscito a ripartire con una buona dose di sprint in più.Volete un esempio? Be' noi possiamo citarvi nome e cognome di uno di questi eroi del XXI secolo: Cristian Stangalini. Costui era direttore dello stabilimento della Metal Welding Wire di Corezzola (Padova) dal quale però è stato cacciato insieme ad altri 42 lavoratori tra operai e impiegati.
A questo punto Cristian, scisso tra l'opzione disperazione e quella speranza, ha optato per rimboccarsi le maniche e rischiare il tutto per tutto: venduta la sua casa ha utilizzato il ricavato per affittare un capannone ad Arzegrande e i macchinari per avviare una nuova attività, la Omp Fili. Il primo passo è stato quello di assumere persone licenziate come lui dallo stabilimento di Padova e il successivo...
guadagnare! Già perchè la spericolata iniziativa si è trasformata in uno strepitoso successo: «Lavoriamo sette giorni su sette, a ciclo continuo.
A gennaio abbiamo fatturato 190mila euro, a marzo siamo arrivati a oltre 400mila». Cifre da capogiro che, per una volta, siamo felici di raccontare sono andate a ricompensare coraggio, tenacia, generosità e sacrificio: in pratica veri e propri soldi sudati, prova che la speranza esiste, ma solo se accompagnata dal leggendario non mollare mai.

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