Harry perde ancora e stavolta contro la Invicta (sì, contro gli zainetti!)

Cosa hanno a che fare il Principe Harry e Invicta, il celebra marchio italiano degli zainetti per la scuola? Fin troppo secondo la legge!

Da quando il Principe Harry e Meghan Markle hanno deciso di abbandonare i propri doveri come working royals hanno dovuto porsi lo stesso problema di tutte le persone comuni del mondo: come arrivare alla fine del mese?

Principe Harry Invicta
(Chedonna)

I Duchi di Sussex infatti hanno oggi il dovere di sostenere la propria famiglia attraverso attività imprenditoriali di vario tipo.

Come sappiamo Harry e Meghan hanno pubblicato libri, si sono impegnati su diversi fronti della beneficenza attraverso la loro fondazione Archewell e hanno firmato due diversi accordi commerciali con Netflix e Spotify.

Per le due grandi aziende di streaming i Duchi avrebbero dovuto produrre una serie di contenuti originali che avrebbero dovuto essere diffusi attraverso la rete.

Come sappiamo, però, i progetti di Harry e Meghan non stanno andando a buon fine. Per fare un esempio lampante, la loro idea di registrare il marchio “Sussex Royals” è stato bocciato sul nascere dalla Regina Elisabetta, che non può permettere ai Reali di guadagnare attraverso i loro titoli.

In secondo luogo il progetto di podcast con Spotify si è arenato dopo la produzione dell’episodio zero e il progetto Netflix di Meghan, intitolato Pearl, è stato abbandonato prima ancora di entrare in produzione.

Dopo questa triste trafila di insuccessi, Harry dovrà incassare un’altra sconfitta.

La Invicta vince la causa e il Principe Harry dovrà risarcirla

La Invicta è un celeberrimo e amatissimo marchio italiano che ha raggiunto l’apice nella fama negli anni Ottanta producendo zainetti per la scuola e il tempo libero.

Principe Harry
(Pinterest)

Il problema legale tra il Principe Harry e la Invicta è nato nel momento in cui Harry ha cercato di registrare il marchio Invictus, associato ai suoi ormai famosi Invictus Games.

giochi sportivi per veterani e militari rimasti feriti in servizio sono una delle iniziative personali a cui Harry si è dedicato con più amore ed entusiasmo nel corso della sua lunga vita da Royal.

Il Principe ha deciso di rimanere a capo dei suoi Invictus Games anche dopo la propria fuoriuscita dalla Famiglia Reale, tanto da essersi recato personalmente in Olanda per assistere ai giochi di quest’anno.

Certo, anche in quell’occasione Meghan Markle ha rubato la scenama è apparso chiarissimo che Harry volesse continuare a portare avanti gli Invictus Games con le stesse modalità degli anni passati.

Lo scopo di Harry però è profondamente cambiato rispetto al 2014, l’anno in cui i giochi furono fondati e lanciati.

All’epoca Harry voleva soltanto sostenere i veterani e aiutarli a reinserirsi nella società. A quei tempi infatti Harry si occupava semplicemente di beneficenza, come tutti i membri “lavoranti” della Famiglia Reale, e non aveva alcuna intenzione di guadagnare dalle sue iniziative.

Da quando i cordoni della borsa reale si sono stretti, però, Harry e Meghan hanno necessità di guadagnare. Per questo motivo Harry ha deciso di registrare il marchio “INVICTUS” (non “invictus games”) per creare e vendere prodotti di merchandising.

In pratica Harry voleva guadagnare grazie alla vendita di prodotti di abbigliamento e per il tempo libero a marchio Invictus.

Questa operazione commerciale ha messo in allarme la Invicta Italiana, che ha fatto causa al Principe Harry affermando che non gli era possibile registrare il marchio “Invictus”.

I motivi? Si sarebbe potuta generare molta confusione tra i prodotti “Invictus” e i prodotti “Invicta”, soprattutto perché entrambi i marchi si occupano di produrre abbigliamento sportivo e accessori per il tempo libero.

Anche se si stenta a crederci (date le risorse economiche di cui Harry dispone) il giudice ha dato ragione all’azienda italiana. I nomi sono troppo simili e anche i loghi si assomigliano troppo. Per questo motivo non solo Harry non potrà registrare il suo marchio e vendere i suoi prodotti, ha anche dovuto pagare un piccolo risarcimento alla Invicta: 1600 Sterline inglesi, cioè poco meno di 1900 Euro.