I capillari rotti sulle gambe sono una tortura? Ecco i rimedi più efficaci

I capillari rotti nelle gambe rappresentano un problema piuttosto comune e maggiormente diffuso tra le donne. Scopriamo quali sono le cause più comuni ed i possibili rimedi.

I capillari rotti, contrariamente a ciò che pensano in molti, non sono solo un fattore estetico. Dietro, infatti, possono nascondersi problemi ben più importanti e che sarebbe sempre bene indagare al fine di evitare complicazioni improvvise. Sebbene qualche capillare evidente o spezzato non implichi necessariamente un problema, quando la presenza inizia a farsi più costante, alla base potrebbe esserci infatti una predisposizione o qualche problema medico.

capillari rotti
(Adobe Stock photo)

Il termine tecnico per definire questa situazione è teleangectasia e sottintende dei problemi agli arti inferiori legati solitamente ad una cattiva circolazione. Se si notano diversi capillari rotti in zone come caviglie, parte interna del ginocchio e parte esterna della coscia è quindi molto importante consultare il medico al fine di capire se effettivamente c’è qualcosa che si può fare in merito.

Capillari rotti: le cause più importanti

La presenza di capillari rotti è facile da individuare. Si tratta infatti di piccoli segni, a volte ramificati e delle dimensioni che vanno da 0,3 a 1,5 mm.

capillari rotti
(Adobe Stock photo)

Il loro colore può essere variabile e andare dal rosso al blu e fino al viola o al verde. Andando alle cause, queste sono solitamente:

La familiarità. In questo caso si parla di fragilità capillare e si tratta di un disturbo che in famiglia è ben noto e che può colpire diversi membri.

La gravidanza. Spesso, i capillari tendono a rompersi in presenza di una gravidanza. Ciò avviene perché le vene si dilatano per via del maggiore afflusso di sangue.

Squilibri ormonali. Per alcune donne anche gli squilibri ormonali possono portare alla rottura dei capillari. In altri casi, l’assunzione della pillola può causare il medesimo problema.

Insufficienza venosa. Delle vene più fragili di altre possono avere dei problemi. Il loro compito è infatti quello di portare il sangue verso il cuore e andando quindi contro la forza di gravità. Un problema che ovviamente andrebbe sempre approfondito al fine di comprendere eventuali rischi.

L’età. In genere questo problema tende a manifestarsi maggiormente dai 50 anni in su. Ciò avviene in primis perché la pelle si assottiglia mostrando più facilmente vene e capillari sottostanti e perché le vene e i capillari si fanno più fragili e diventando più inclini a problemi.

È importante tenere a mente che anche lo stile di vita può incidere sulla formazione dei capillari rotti. Chi svolge una vita sedentaria, tende all’obesità, passa molte ore in piedi o al caldo o beve molto alcol può andare incontro a questo problema. Come anticipato, quindi, i capillari possono essere un problema lieve ma fungere anche da campanello d’allarme per una malattia venosa degli arti inferiori.

Per individuare la differenza, spesso si può fare riferimento ad alcuni sintomi. Tra questi i più importanti sono le gambe pesanti, le caviglie sempre gonfie, il prurito o il dolore alle gambe e la presenza massiccia di vene rosse, viola o blu sulle gambe (sopratutto nella parte inferiore e il sanguinamento di alcuni capillari.

In presenza di questi sintomi è molto importante richiedere una visita approfondita presso un angiologo o un chirurgo vascolare. In questo modo si potrà comprendere meglio la propria situazione.

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Davanti a problemi tangibili il medico valuterà le possibili cure. Queste sono solitamente rappresentate dalla correzione dello stile di vita, dalla prescrizione di pomate contro i capillari rotti o di farmaci da assumere per via orale e in alcuni casi da piccoli interventi come la laser terapia e la scleroterapia.

In caso di assenza di problemi gravi ci si può aiutare con rimedi naturali come la centella asiatica, la vite rossa o il mirtillo. Anche in questo caso è bene assumere gli stessi sempre dietro parere e consiglio di un medico esperto in materia. Per il resto, la correzione effettiva dello stile di vita può fare il resto.

Per ottenere dei buoni risultati è importante mangiare in modo bilanciato, preferendo l’assunzione di frutta e verdura e optando per alimenti ricchi di fibre e di flavonoidi. Come suggerito per il normale benessere, è bene ridurre il sale e svolgere una corretta attività fisica che in questo caso è rappresentata da camminate regolari di almeno venti minuti, dal nuoto e da qualsiasi attività che consenta di muovere le gambe evitando loro inutili traumi. Andrebbero poi evitati comportamenti errati come l’eseguire la ceretta a caldo e portare tacchi.

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Seguendo queste regole, cercando di non appesantirsi mai fisicamente e di indossare calze elastiche se si sta molto in piedi o si viaggia in aereo, si può contare su un miglioramento della situazione ed evitare che questa peggiori.