Problemi nella preparazione del sushi? Ecco gli errori più gravi

Scopri quali sono gli errori più frequenti nei quali quasi tutti si imbattono durante la preparazione del sushi. Un modo per imparare a prepararlo in modo corretto e per poter godere di un piatto sfizioso.

La cultura del sushi è ormai sempre più diffusa, tanto da aver reso i piatti che ne fanno parte noti un po’ a tutti. Che si tratti di semplici nigiri, degli uramaki o di preparazioni meno note ma buonissime come, ad esempio, l’inarizushi, la voglia di gustarlo è sempre tanta.

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Foto da Adobe Stock

È più che normale, quindi, che chi lo ama al punto da non stancarsene mai possa aver voglia di prepararlo anche a casa. Situazione che in certi casi può diventare complessa a causa di alcuni errori marginali che quando si tratta di sushi possono fare la differenza portando ad un risultato non esattamente piacevole.

Cosa fare quindi? Arrendersi è decisamente sbagliato. Basta infatti imparare a riconoscere gli errori più comuni per evitarli e imparare a realizzare un sushi così buono da esserne orgogliosi.

Gli errori da non fare mai durante la preparazione del sushi

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Chi ama il sushi sa bene come anche dopo averlo appena mangiato la voglia di tornare a gustarlo sia sempre altissima. Motivo per cui può davvero essere utile imparare a realizzarlo a casa. Sia per gustarlo quando se ne ha semplicemente voglia che quando si è in compagnia degli amici.

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Ciò che conta è attenersi ad alcune semplici regole che se non seguite possono trasformarsi in errori madornali ed in grado di compromettere il risultato. Scopriamo quindi quali sono i più gravi e come porvi rimedio.

Usare il primo riso che capita. L’errore più comune (e spesso più grave) durante la preparazione del sushi è quella di scegliere il primo riso che capita. Sono in tanti quelli che si trovano ad usare il basmati o il parboiled per realizzare il sushi. E tutto con risultati ovviamente di scarsa qualità. Per ottenere un buon riso occorre che questo sia della giusta dimensione e abbastanza colloso. Ormai è facile trovare il così detto riso per sushi nei vari negozi o iper mercati. Ma se si vuole risparmiare un po’ e andare sul sicuro si può optare per il riso originario che poi è quello normalmente usato per realizzare il sushi.

Non lavare il riso. Ok aver fretta ma quando si parla di sushi, la prima regola da seguire è quella di agire con calma e avere pazienza. Ogni singolo passaggio è fondamentale ed uno che non va mai omesso è quello che riguarda lo sciacquare il riso. Ciò va fatto per togliere l’amido in eccesso. Cosa che avviene quando l’acqua diventa quasi trasparente. Un passaggio che se saltato non porterà al risultato finale desiderato.

Usare un aceto qualsiasi. Per la preparazione del riso occorre l’aceto. Questo deve essere necessariamente di riso. Usarne uno di tipo diverso altererebbe il sapore rendendo le varie preparazioni con un gusto diverso da quello che ci si attende. È quindi molto importante acquistare l’aceto di riso (o la preparazione già pronta per sushi e solitamente a base di aceto di riso e zucchero) prima di iniziare.

Far raffreddare troppo il riso. Il sushi si mangia freddo ma è meglio prepararlo quando è ancora caldo. Certo, è opportuno farlo raffreddare un po (esistono appositi ventagli da usare) ma non si dovrebbe mai far raffreddare del tutto. Quando ciò accade, infatti, lavorarlo diventa parecchio difficile e il rischio è quello di realizzare dei tipi di sushi pronti a spaccarsi al primo assaggio.

Posizionare l’alga come capita. Non tutti lo sanno ma l’alga nori che si usa per realizzare maki e uramaki ha due lati diversi tra loro. Quando si usa è quindi necessario capire da che lato posizionare il riso. Quest’ultimo va fatto aderire alla parte più ruvida. Cosa che lo aiuterà ad attaccarsi meglio all’alga.

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Evitare di compiere questi errori è il primo passo per realizzare del sushi che sia bello da vedere e ottimo da gustare. Uno di quelli con cui vantarsi con gli amici.

Attenzione, però! Sebbene non sia un errore che compromette il sapore o l’aspetto finale è bene ricordarsi sempre di non usare del pesce fresco e appena acquistato. Questo, una volta preso (ovviamente fresco) dovrà infatti essere abbattuto. In genere se si ha l’abbattitore si può tenere per 24 ore. In caso di congelatore di casa (purché sia di ultima generazione e quindi in grado di raggiungere basse temperature) andrà tenuto almeno tre giorni. Non farlo significa sottoporsi al rischio di intossicazioni anche gravi come quella causata dall’Anisakis.