C’è un tipo di pasta che per gli esperti non andrebbe mai consumato. La mangi anche tu?

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Scopri qual è l’abbinamento più comune che non andrebbe mai fatto quando si parla di pasta. Perché fa male secondo gli esperti e come ovviare.

Quando si parla di pasta, la voglia di gustare un piatto che sia ricco di gusto è sempre tanta. Dopotutto si parla di uno dei più grandi amori di chi ama la buona cucina. Sebbene con le dovute accortezze, la pasta sia un alimento che può essere mangiato (nelle giuste dosi) anche a dieta, ci sono degli abbinamenti considerati più che buoni per il loro sapore ma che a detta degli esperti non andrebbero mai fatti.

Uno tra questi è la famosa pasta con patate. Amatissima dai nostri nonni e probabilmente tramandata al punto da essere ancora uno dei piatti di famiglia, questo primo rappresenta infatti uno degli abbinamenti più sbagliati che ci siano. Scopriamo perché e se e come si può ovviare al problema.

Pasta e patate? Ecco perché a detta degli esperti è un abbinamento che non va bene

pasta con patate
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Quando si parla di sana alimentazione, ci sono degli abbinamenti che a detta degli esperti non andrebbero mai fatti. A volte il motivo è legato all’effetto che possono produrre sulla digestione, altre a quelli che hanno sulla linea.

Nel caso della pasta con patate, purtroppo, la bocciatura è totale. A detta degli esperti si tratta infatti di un piatto che mette insieme due carboidrati diversi e che non dovrebbero mai stare insieme. Il motivo? Il carico di zuccheri dato dalla pasta e dalle patate è così alto da provocare un picco di glicemia nel sangue, sollecitando così il rilascio di insulina. Un vero e proprio attentato alla linea nonché un fattore potenzialmente infiammante per l’organismo.

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Come fare, quindi, se si ama tanto la pasta con le patate?
Per prima cosa è bene ricordare che a meno di non avere problemi di salute che impediscono di mangiare determinati alimenti, uno sfizio ogni tanto non uccide nessuno.
Detto ciò, anche nel caso della pasta con patate, ci sono degli accorgimenti che possono aiutare a rendere il piatto meno nocivo. Il primo è quello di usare pasta integrale, contenente più fibre e con un indice glicemico più basso rispetto alla pasta bianca.

Un altro tucco è quello di cucinare le patate la sera prima. Dopo una notte in frigorifero il loro amido sarà diventato più resistente, rendendole meno iperglicemizzanti. Infine, è bene aggiungere al pasto una buona fonte di proteine e di grassi. Si potrebbe quindi condire la pasta con olio extra vergine d’oliva e mangiare almeno un uovo per completare il pasto.

Volendo, anche aggiungere dei ceci o delle fave alla pasta potrebbe aiutare grazie all’apporto di fibre in essi presenti. Ciò che conta è rendere il piatto il più bilanciato possibile in modo da garantirsi una glicemia mediamente costante ed evitare così l’esubero di insulina.

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In questo modo, anche un piatto così amato come quello a base di pasta e patate potrà rientrare ancora tra le tradizioni di famiglia, e tutto con una strizzatina d’occhio alla salute. Cosa che, ovviamente, non fa mai male.