Genitori troppo amici dei figli: è un bene o un male? Ecco cosa dicono gli esperti

mamma e figlio
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Genitori troppo amici dei figli: ci sono pro e contro! Con gli adolescenti si ha sempre un po’ paura di sbagliare, qualsiasi cosa si faccia. La parola agli esperti.

Non esiste un manuale per imparare a gestire il rapporto genitori-figli; si consolida nel tempo con le varie esperienze, positive e negative. Alcuni comportamenti sono innati: i genitori, per esempio, tendono ad essere protettivi per natura, a volte, forse, anche troppo.

Questo istinto, però, quasi sempre finisce per cozzare con il desiderio di ribellione tipico dell’adolescenza, che è quella fase di transizione dalla fanciullezza all’età adulta e che coincide con la produzione di ormoni sessuali tra 11-12 anni per le femmine e 12-13 anni per i maschi. Sempre dal punto di vista fisico, l’adolescenza finisce indicativamente intorno ai 18-20 anni.

In questo arco temporale, oltre alle ‘tempeste ormonali’, ci sono anche quelle per così dire comportamentali, che mettono a dura prova il rapporto genitori-figli. Il desiderio di libertà dei secondi, con annesso rifiuto delle regole, getta in una crisi profonda i primi. Sembra quasi che, qualsiasi cosa facciano i genitori, sia sempre sbagliata.

Non c’è da stupirsi più di tanto, tutti conosciamo bene questa fase della vita, l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle. La sensazione di molti genitori è quella di sentirsi impotenti, di non riuscire a comprendere nel modo giusto le esigenze dei propri ragazzi.

Mamme e papà, spesso, pensano di risolvere il problema diventando molto amici dei loro figli; in questo modo, tentano di avvicinare i due mondi. Ma siamo sicuri che sia davvero la cosa più giusta da fare?

Genitori troppo amici dei figli: l’importanza dei ruoli

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E’ fondamentale che tra genitori e figli ci sia un dialogo costruttivo. A volte, però, i primi diventano troppo ‘amici’ dei secondi, al punto tale che risulta poi difficile distinguere i ruoli. Un approccio simile ha dei pro e dei contro. Lo dicono quasi tutti gli esperti, che invitano i genitori a non perdere di vista il loro ruolo educativo.

Quando i ragazzi crescono, iniziano ad andare per la propria strada, ad allontanarsi. I genitori, forse un po’ per paura di perderli, cercano a tutti i costi di entrare in connessione con loro, fino a diventare troppo amici.

Questo approccio non è sbagliato in senso assoluto: l’importante è saper porre dei limiti. Tra il genitore e il ragazzo devono esserci delle differenze, anche se si fa una partita ai videogiochi; i ruoli non vanno mai confusi!

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Il rischio maggiore che si corre nel voler essere troppo amici dei propri figli, è quello di perdere autorevolezza ai loro occhi. Quando ciò accade diventa più difficile imporsi, guidarli, fargli delle richieste precise e così via. Per accompagnare il figlio adolescente in un buon percorso di crescita, gli esperti consigliano di mantenere una certa distanza.

Sembrerà strano, ma i figli adolescenti hanno bisogno di sperimentare la conflittualità con i propri genitori, per affermarsi e conoscersi. In un rapporto alla pari, tutto questo non è possibile.

Insomma, nella relazione genitori-figli serve senso della misura. Padri e madri devono essere accoglienti, disponibili al dialogo ma senza snaturare il loro ruolo. Perché in fondo, ogni ragazzo, vuole degli adulti consistenti come punto di riferimento.