Pesche sciroppate fatte in casa: scopri tutti gli errori da non commettere per un risultato eccellente

pesche sciroppate
Fonte: Canva

Hai deciso di preparare le pesche sciroppate fatte in casa ma conosci tutti gli errori da non commettere? Ecco cosa non fare per un risultato eccellente.

L’estate è la stagione per eccellenza della frutta, dalle pesche alle albicocche, passando per ciliegie, melone, anguria e via dicendo.

Frutti colorati e gustosi che solo in questo periodo troviamo ma cosa fare se ne abbiamo tanti e non riusciamo a consumarli? L’idea di preparare conserve, confetture e marmellate è ottima.

Non solo anche gli sciroppati sono un’opzione valida da valutare: ecco allora tutti gli errori da non commettere quando si preparano le pesche sciroppate fatte in casa così da ottenere un risultato eccellente.

Ecco gli errori da non fare con le pesche sciroppate

pesche sciroppate
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In estate capita spesso di avere frutta in eccedenza, magari perché abbiamo in giardino un albero da frutto o perché un vicino è stato così gentile da regalarcene qualche chilo.

Insomma per le più svariate ragioni se abbiamo della frutta in più dobbiamo trovare idee alternative per non sprecarla. Uno dei metodi per poterla gustare senza che vada in malora è ad esempio prepararla sciroppata.

Per eccellenza tra i frutti che meglio si prestano a questa pratica ci sono le pesche. Un ottimo sistema per poterle così degustare non solo durante l’estate ma anche in inverno.

Abbinate al gelato, alle creme o semplicemente gustate da sole le pesche sciroppate sapranno così regalarci molte gioie anche durante la stagione invernale basterà seguire questi consigli per non incappare in banali errori di preparazione: ecco quelli da non commettere quando si preparano.

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1) Scegliere le pesche a casaccio. Esistono molte varietà di pesche ma quelle più adatte a questo genere di preparazione sono sicuramente le percoche. Sode e asciutte ma anche dolci e tenere sono quelle che garantiscono la riuscita migliore. Possiamo anche usarne altre ma il rischio di sfaldarsi nello sciroppo è dietro l’angolo.

2) Non osservare le giuste proporzioni tra zucchero e acidità. Come tutti i conservati per essere sicuri che la conservazione non sviluppi batteri come il botulino servono le giuste quantità di zucchero e di acidità. Le proporzioni corrette sono che lo zucchero nello sciroppo non deve essere meno del 30% ciò significa che la proporzione è 300 grammi di zucchero e 700 grammi di frutta. Volendo si può usare meno zucchero ma solo utilizzando una soluzione a pH4, con acqua, zucchero da compensare con del succo di limone.

3) Non far bollire lo sciroppo. Non serve solo farlo scaldare ma lo zucchero deve sciogliersi quindi va fatto bollire a fuoco vivo per almeno 10 minuti. Poi andrà fatto raffreddare. Se lo sciroppo dovesse asciugarsi non dovremo aggiungere acqua altrimenti andremo a inficiare sulle proporzioni, quindi non dovremo far altro che preparare dell’altro sciroppo.
4) Non far raffreddare lo sciroppo. Come già detto una volta che ha bollito lo sciroppo dovrà essere raffreddato. E serviranno circa 2 ore. Le pesche non dovranno essere immerse nello sciroppo tiepido ma freddo.
5) Non marinarle nel limone. Sia per non farle ossidare ma anche per l’importanza dell’acidità le pesche dopo essere state sbucciate, meglio farlo visto che qui possono esserci germi e batteri, vanno poi immerse per una decina di minuti in acqua e limone.
6) Non sterilizzare i vasetti. Come ogni conserva che si rispetti è fondamentale sterilizzare i vasetti. Per farlo occorre prima lavare bene i vasetti poi metterli in una pentola grande e dai bordi alti piena d’acqua fino a ricoprirli. Scaldare e portare a bollore. Una volta che l’acqua bolle abbassiamo il fuoco e facciamo bollire per almeno 20 minuti. A questo punto uniamo i coperchi e facciamo cuocere altri 10 minuti. Quindi spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare scolando i vasetti su un panno asciutto.
7) Non pastorizzarle. Una volta che i vasetti sono sterilizzati dovremo inserire le pesche, sigillare i barattoli e bollirli, questo processo è detto pastorizzazione, come indicato dalle linee guida del Ministero della Salute. Quando i barattoli si saranno raffreddati dovremo verificare che si sia formato il sottovuoto premendo al centro del tappo dovremmo sentire il classico click clack.