Cosa impara di te il tuo bambino quando è ancora nel pancione? Tutto quello che ricorderà della sua mamma

I ricordi prenatali sono una serie di esperienze che il bambino compie quando è ancora nel grembo materno e che costituiscono la base del suo rapporto con la mamma. Cosa ricordano i bambini? E come si può sfruttare questo meccanismo per crescere bambini felici?

ricordi prenatali
(Pexels)

Quando un bambino viene al mondo si è portati a pensare che abbia soltanto pochi istanti di vita, eppure la sia esperienza è lunga nove mesi. Nel corso dei nove mesi passati nel grembo materno il bambino ha fatto diversi tipi di esperienze sensoriali che si trasformeranno nelle basi della sua crescita psicologica dopo il parto.

Per questo motivo è importantissimo per una madre capire come si svolge la vita intrauterina del bambino: questo permetterà infatti alla mamma e al papà di compiere le scelte giuste per rendere serena e felice la vita del bambino nel corso dei suoi primi nove mesi, facilitando anche il suo sviluppo emotivo e psicologico negli anni successivi.

Quanto influiscono i ricordi prenatali sulla nostra vita fuori dal grembo materno?

ricordi prenatali
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Per quanto possa sembrare esagerato, i ricordi prenatali sono un momento importantissimo per la formazione del carattere di un bambino, della costruzione della sua autostima e naturalmente anche del suo equilibrio psicologico.

Un altro errore che si commette molto spesso è pensare che la vita intrauterina del neonato sia un appannaggio esclusivo della madre. Non è affatto così: anche l’altro genitore svolge una funzione importantissima nella stimolazione delle reazioni del bambino nel corso della sua vita intrauterina.

È stato dimostrato infatti che i bambini che vengono stimolati ancora in grembo con una serie di attività che derivano anche dall’altro genitore siano in grado di sviluppare prima la dentizione e i processi cognitivi, inoltre hanno capacità verbali molto più precoci e sviluppate dei bambini che non hanno potuto godere delle stesse stimolazioni.

Inoltre, i bambini ancora nel pancione sviluppano la memoria a lungo termine grazie all’apprendimento. Quando vengono sottoposti a un certo stimolo, infatti, hanno reazioni particolari come agitare gli arti o cambiare espressione del viso. Tuttavia, se uno stesso stimolo viene ripetuto con una certa costanza, il bambino si abitua a quello stimolo in particolare e lo considererà “normale”, senza sviluppare reazioni particolari ad esso.

Quali sono gli stimoli sensoriali utili alla formazione di ricordi prenatali?

Come già detto, gli unici stimoli che può ricevere un bambino non ancora nato sono di tipo sensoriale. Questo significa che la voce (in grado di attraversale l’involucro del grembo materno) e il contatto tattile (in grado di deformare l’ambiente uterino e interagire con esso in vari modi) sono gli strumenti principali di interazione con un bambino ancora nel pancione.

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Bisogna specificare però che tutti questi stimoli sono utili intorno al quinto mese di gravidanza: prima delle 20 settimane, infatti, il feto non è ancora in grado di recepire tutti gli stimoli sensoriali che provengono dall’esterno e quindi tutti i contatti con mamma, papà e il mondo esterno sarebbero semplicemente impossibili.

Tra i contatti prenatali più utili ci sono:

  • Dialogo Prenatale: parlare con il bambino almeno 10 minuti al giorno. Pare che i bambini comincino a riconoscere le prime parole quando sono ancora in utero, quindi potrebbe essere una buona idea abituare il piccolo a sentire il proprio nome pronunciato dalla voce di entrambi i genitori. Infine, se i genitori parlano due lingue diverse è bene parlare al bambino in entrambe le lingue, in maniera che impari a riconoscere come “lingua madre” entrambi gli idiomi. Sembra infatti dimostrato che anche i bambini non ancora nati siano in grado di distinguere tra i suoni della lingua materna e i suoni di una lingua diversa, percepita necessariamente come “straniera”. Per evitare questo effetto con una delle due lingue dei genitori è importante che il bambino venga esposto ad entrambe per lo stesso lasso di tempo.
  • Musica Prenatale: da ascoltare per almeno 10 minuti al giorno, preferibilmente una musica che piaccia alla mamma e che trasmetta sensazioni positive. Va bene qualsiasi cosa, dalla musica pop al progressive rock fino alle ninna nanne: l’importante è utilizzare un volume moderato. È stato dimostrato infatti che, se la madre viene esposta troppo a lungo a suoni e rumori troppo forti, il bambino potrebbe nascere con problemi di udito anche seri.
  • Colpetti e carezze sul pancione: a partire dal 6° mese di gravidanza, per almeno 10 minuti al giorno
  • Un “giro” sulla sedia a dondolo: ogni giorno per almeno 15° minuti, sempre a partire dal 6° mese
  • Colpetti e carezze in risposta ai movimenti fetali (anche con abbinamento di stimoli vocali): ogni volta che è possibile, ma soprattutto a partire dalla 28° settimana.

Quali sono i principali ricordi prenatali sulla figura della mamma?

Uno studio stupefacente ha dimostrato non soltanto che tutti i bambini adorano il suono del battito del cuore della propria madre, ma sono anche in grado di riconoscere il battito della propria madre distinguendolo da quello di un’altra donna.

Inutile dire che i bambini riconoscano anche la voce della propria mamma e che la preferiscano a qualsiasi altra voce, anche a quella del proprio papà. Per quanto questo sia un fenomeno naturale, il padre potrebbe scegliere di parlare più a lungo e più spesso possibile al bambino per creare con lui un rapporto di tipo “sonoro” ancor prima che nasca.

Un altro fatto scientifico molto divertente è che i bambini imparano a riconoscere la musica preferita dalla propria mamma. E non importa che si tratti della sigla di apertura di un quiz televisivo, di una serie televisiva o della sua canzone preferita nei mesi della gestazione: se il bambino è stato esposto a quello stimolo molto spesso prima di nascere, anche da appena nato svilupperà reazioni di attenzione e di piacere legati alla musica in questione.

Questo significa che la conoscenza tra la madre e il bambino comincia prima della nascita e che quella conoscenza si trasformerà in importanti ricordi inconsci che accompagneranno il bambino nel corso della sua crescita.

Utilizzare queste informazioni per aiutare il proprio bambino a creare ricordi prenatali positivi è un passo importantissimo per vivere una gravidanza serena e mettere al mondo un bambino sveglio e intelligente (magari amante delle sigle TV, ma va benissimo lo stesso!)

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