Sei sempre insicura e credi di non essere abbastanza? Tutti i segreti per uscire da questa situazione

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La paura di non essere abbastanza è un tormento che rovina la vita di molte persone, soprattutto donne. Uscirne è possibile, ecco come.

paura di non essere abbastanza
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La società contemporanea è fortemente competitiva: ogni individuo è spinto a eccellere in qualcosa o almeno ad avere buone prestazioni in un gran numero di ambiti.

Ance i modelli comportamentali e culturali sono spesso irraggiungibili e spesso le persone sviluppano un profondo senso di inferiorità che diventa estremamente difficile da gestire e da tenere a bada sul lungo periodo.

La conseguenza diretta di questa problematica è un crollo totale dell’autostima, ma in realtà questa caratteristica è anche una causa della paura di non essere mai abbastanza: si tratta in pratica di un circolo vizioso che si deve riuscire a spezzare per riuscire a riprendere in mano la propria vita.

“Ho sempre paura di non essere abbastanza: perché?”

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La cause da cui può generarsi una profonda insicurezza possono essere di varia natura. Molto però fa l’educazione ricevuta da bambini. Avere genitori molto severi ed esigenti può formare ragazzini dal carattere forte ma, da un altro punto di vista, è un grosso pericolo per il benessere psicologico dei più piccoli.

Un genitore dovrebbe infatti offrire critiche costruttive e non distruttive al proprio bambino, inoltre dovrebbe incoraggiarlo a mettere in atto più tentativi prima di arrendersi e, inoltre, dovrebbe celebrare i suoi pregi e le sue vittorie con un sincero trasporto.

Anche se si è ricevuta un’educazione corretta, però, può accadere di sviluppare una profonda insicurezza caratteriale e questo a causa di esperienze che si sono affrontate nel corso della vita e di relazioni tossiche che sono state instaurate con altre persone.

La somma di tutti questi fattori sviluppa quindi una costante paura di non essere abbastanza e di doversi accontentare, in ogni ambito della propria vita.

Le persone con questo problema hanno un forte senso di inferiorità rispetto al partner, poiché credono spesso di non meritarsi l’amore di una persona così superiore rispetto a loro; hanno un forte senso di inferiorità rispetto al capo e ai colleghi, rispetto ai quali si sentono meno preparati e in generale meno capaci; nell’ambito delle amicizie si sentono inferiori ai propri conoscenti per bellezza, successo personale, vari tipi di capacità.

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Come si può notare, si tratta quindi di una costante svalutazione delle proprie capacità che non può portare a qualcosa di buono in alcun campo.

Come si “guarisce” dalla paura di non essere abbastanza?

Innanzitutto è bene dire che non è assolutamente semplice “disinstallare” dalla propria mente un “programma” che ha influenzato la nostra autopercezione per gran parte della nostra vita.

Cambiare però è possibile: quello su cui è strettamente necessario concentrarsi è lo spegnere l’atteggiamento giudicante della propria mente per riuscire a stabilire una nuova prassi di pensiero.

Nel corso della giornata bisognerebbe essere in grado di concentrarsi su tutto ciò che si è fatto e che si è raggiunto, per quanto possa trattarsi di un piccolo traguardo. Questo esercizio mentale toglierà energie al pensiero critico negativo, cioè all’abitudine ormai consolidata di criticare ferocemente ogni aspetto del nostro carattere o delle nostre azioni.

Una buona idea potrebbe essere quella di tenere un diario giornaliero nel quale appuntare le cose positive della giornata, come gli obiettivi raggiunti (anche “non ho avuto attacchi di panico uscendo di casa” può essere un ottimo traguardo, così come “ho riordinato la mia camera”) e allo stesso tempo ciò che è andato male e come si potrebbe migliorare quello specifico punto.

Un altro consiglio che sarebbe molto importante riuscire a mettere in pratica è quello di imparare a fare meno paragoni possibile: l’unico metro di paragone accettabile siamo noi stessi.

Un processo di crescita personale positivo, infatti, è quello che ci spinge a essere la versione migliore di noi stessi, non “la versione migliore di quella nostra amica” o “un lavoratore migliore di quel nostro collega” o “una madre migliore di quella che ho avuto io”.

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L’importante, quindi, è analizzare oggettivamente i punti forti e i punti deboli del nostro carattere per capire come sfruttare i primi per superare i secondi.

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In conclusione si può affermare che la paura di non essere abbastanza cesserà nel momento in cui si arriverà a capire che non ci sono traguardi universali da raggiungere, non c’è bisogno di fare continui paragoni tra noi stessi e le persone che ci circondano perché, checché se ne dica, la vita non è una competizione, è soltanto un cammino che facciamo in compagnia di noi stessi e al meglio delle nostre possibilità. Impegnarsi al massimo, con intelligenza e disciplina in tutto quello che si fa significa già “essere abbastanza”.