Pio e Amedeo rompono il silenzio: “Monologo? Siamo alla follia”

Pio e Amedeo rompono il silendio dopo le polemiche sul monologo a Felicissima Sera: “Siamo alla follia, non chiederemo scusa”.

pio e amedeo
Screenshot da video

Pio e Amedeo rompono il silenzio e dopo giorni di polemiche per il monologo su tutte le parole proibite con cui hanno parlato di omosessualità, razzismo fino agli stereotipi su ebrei, rispondono con una lunga lettera pubblicata sul profilo Instagram.

Durante la terza ed ultima puntata di Felicissima Sera, trasmessa venerdì 30 aprile, Pio e Amedeo hanno dato vita ad un monologo che ha scatenato diverse reazioni sul web.

“Non dobbiamo vergognarci di dire la parola ‘neg*o’ perché conta la cattiveria nella parola, conta l’intenzione. Se l’intenzione è cattiva, allora è da condannare. Il politically correct ha rutt’o cazz. Nemmeno ricchione si può dire più, ma è sempre l’intenzione il problema. Così noi dobbiamo combattere l’ignorante e lo stolto. Se vi chiamano ricchioni, voi ridetegli in faccia perché la cattiveria non risiede nella lingua e nel mondo ma nel cervello: è l’intenzione. L’ignorante si ciba del vostro risentimento”, aveva detto Amedeo tra le tante cose.

Parole che hanno scatenato accese polemiche e, alle quali, oggi, i due comici pugliesi hanno deciso di rispondere pubblicamente.

Pio e Amedeo rispondono alle polemiche per il monologo a Felicissima Sera: “Nessuna scusa”

pio e amedeo
foto da instagram

Siamo alla Follia. Qualcuno forse da questo post si aspetta delle SCUSE e lo avvisiamo subito che rimarrà deluso.
Pensiamo che moltissime persone che hanno attaccato il nostro monologo non l’abbiano nemmeno visto per intero e che tanti lo abbiano guardato già prevenuti. Bene, ci rivolgiamo a loro, a “voi”.
Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto perché “vi” fa comodo trasformarlo nella solita querelle politica da quattro soldi.
La politica non ci appartiene. Perché la politica ci omaggia di spunti e personaggi senza distinzioni di partiti per fare quello che vogliamo fare, SATIRA, come abbiamo sempre fatto”.

Comincia così il lungo post con cui Pio e Amedeo che nella terza puntata di Felicissima Sera hanno ospitato Eros Ramazzotti, autore di un grande gesto di generosità, hanno risposto alle polemiche. I due comici pugliesi rifiutano l’accusa di omofobia ricordando come, qualche anno fa, insieme a Vladimir Luxuria, si siano recati in Russia “per far sentire la voce per il diritto di uguaglianza”.

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“La più grande sciocchezza che abbiamo sentito volete sapere quale pensiamo sia? Che bisogna appartenere ad una comunità per capirne le debolezze, che bisogna aver sofferto per capire. Ma noi stiamo parlando di affrontare un problema che non riguarda la “comunità”, bensì chi LA DENIGRA , LA OFFENDE e LA OSTEGGIA.
SONO I CRETINI IL PROBLEMA, non la comunità…per risolvere il problema non bisogna essere della “comunità” ma conoscerne gli “aguzzini”, gli ignoranti intorno.
Esistono le PERSONE, non le categorie, LE PERSONE! Esistono i cattivi, i vili, gli schifosi… quelli che adottano la violenza, è contro di loro che ci dobbiamo concentrare.

PERCHÈ OGNUNO È LIBERO DI FARE CIÒ CHE VUOLE, SEMPRE MA NEL RISPETTO DEL VIVERE CIVILE! Questa è Democrazia.
Non fermiamoci alla grammatica delle parole, OGGI PURTROPPO NON BASTA…EDUCHIAMO ANCHE LA TESTA E NON SOLO IL LINGUAGGIO!”.

Un lungo sfogo quello di Pio e Amedeo che hanno risposto a tutte le polemiche esortando a praticare l’ironia.

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