Hai paura di andare a dormire? Ecco quali sono le possibili cause

La paura di andare a dormire è una forma d’ansia che si manifesta nelle ore serali e che può influire pesantemente sul benessere fisico e psicologico delle persone. Da cosa dipende e come si può risolvere? 

paura di andare a dormire
(Pexels)

bambini molto spesso hanno paura del buio e ritardano il più possibile il momento di andare a letto e soprattutto il momento di andare a letto da soli senza essere accompagnati da uno dei genitori.

La paura del buio che si manifesta nei bambini è fondamentalmente una forma di ansia da separazione: i bambini sono terrorizzati dall’idea che, mentre loro dormono, i genitori possano sparire o abbandonarli; inoltre temono il buio perché hanno paura di ciò che non vedono e che non conoscono.

Naturalmente con il passare degli anni questo genere di fobia va lentamente diminuendo. Nel corso del tempo i bambini diventano adolescenti e quindi giovani adulti in grado di controllare la paura dell’ignoto e naturalmente in grado di gestire l’ansia da separazione.

Purtroppo però il momento di andare a dormire rimane un momento molto delicato e “pericoloso” per la nostra psiche, dal momento che in quel periodo della giornata si è esposti alle manifestazioni più dirette dell’inconscio.

Perché abbiamo paura di andare a dormire? Sintomi e cause

paura di andare a dormire
(Pexels)

Nel momento in cui il livello di stanchezza sale, i filtri razionali che utilizziamo normalmente per filtrare le informazioni della realtà diventano meno stabili e meno attivi. Per questo motivo, il momento prima di andare a dormire è quello in cui si scatenano tutte le nostre paure.

Bisogna specificare che nel corso della giornata le paure e i pensieri che ci agitano prima del riposo notturno non spariscono, semplicemente vengono tenute a bada e “coperte” da altre attività.

Molto spesso le persone con preoccupazioni, problemi irrisolti e altri pensieri negativi di questo tipo non sono in grado di riconoscere le attività alternative che utilizzano durante il giorno per non pensare a ciò che le affligge.

Ovviamente non sono nemmeno in grado di risalire alle cause profonde dell’ansia prima di andare a dormire: ne vedono soltanto i sintomi e sentono crescere il disagio notte dopo notte.

sintomi della paura di andare a dormire sono:

  • sensazione d’ansia e di agitazione
  • inquietudine e incapacità di concentrarsi
  • apatia e sensazione diffusa di stanchezza
  • esecuzione di una serie di attività “rituali”.

Le attività rituali che vengono eseguite prima di andare a dormire sono in realtà il sintomo più palese della paura di coricarsi. Queste attività, come tutte le attività e i rituali legati al comportamento ossessivo compulsivo, hanno il solo scopo di calmare i nervi e ritardare il più possibile il momento del conflitto.

Pulire o riordinare minuziosamente la casa, rimanere con il telefono in mano a scrollare le home page dei social network, guardare programmi o serie televisive fino a notte fonda, eseguire complessi e lunghissimi rituali di bellezza prima di raggiungere il letto sono tutti comportamenti finalizzati a posticipare il sonno.

Leggi Anche => Disturbo ossessivo compulsivo: la pandemia lo ha peggiorato?

Le persone che si limitano a perdere tempo prima di dormire hanno problemi irrisolti che non vogliono o che non sono in grado di affrontare con un approccio razionale nel corso della giornata, mentre invece le persone che si preoccupano ossessivamente della propria sicurezza e di quella della propria casa hanno chiaramente un trauma che stanno cercando di fronteggiare.

In entrambi i casi è necessario analizzare i propri comportamenti per capire se vengono effettivamente messi in atto per ritardare il momento di andare a dormire oppure se dipendono da altre condizioni.

Come sempre accade in psicologia, per risolvere definitivamente il problema della paura di andare a dormire è fondamentale risalire alle sue cause e affrontarle in maniera diretta ed efficace.

Nel farlo potrebbe essere strettamente necessario affidarsi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta che sia in grado di guidare il paziente alla scoperta di ricordi o di emozioni che ha semplicemente rimosso o che sia in grado di indicare la strategia migliore per affrontare il problema.

Prima di rivolgersi a uno psicologo però potrebbe essere molto utile dedicarsi a sedute di meditazione e di training autogeno che possono essere svolte anche a casa, con l’ausilio di pochi strumenti e di conoscenze di base delle due discipline.

tisana
(Pexels)

L’alternativa potrebbe essere anche istituire un rituale di rilassamento consapevole, durante il quale compiere una serie di piccole attività che aiutino a calmare lo stato d’ansia e di agitazione che si sperimenta prima di andare a dormire: preparare una tisana e berla mentre si ascolta musica rilassante potrebbe essere un ottimo punto di partenza per trasformare i rituali ossessivi in rituali di benessere.

Da leggere