Paura del Tempo Libero: cos’è davvero e, soprattutto, perché esiste?

La paura del tempo libero esiste ed è un disturbo tipico del mondo moderno, che esalta più di qualsiasi altra cosa l’efficienza e la produttività. Quali sono le conseguenze di questo tipo di paura? Come si gestiscono? 

paura tempo libero
(Pexels)

Prima di definire cosa sia la paura del tempo libero “otiofobia”, è necessario definire cosa si intende per tempo libero, soprattutto nel mondo e nella società di oggi.

Il tempo libero è ciò che “rimane” nel momento in cui sono stati svolti i compiti e le attività strettamente necessarie nell’arco di una giornata.

Le attività quotidiane di sussistenza, come mangiare e dormire, possono essere in qualche modo considerate parte del tempo libero, ma in realtà non lo sono. Il nostro corpo ha delle necessità biologiche che è strettamente necessario soddisfare per mantenerlo in buona salute. Per questo motivo il tempo dedicato al riposo e al nutrimento è comunque un “lavoro necessario”. Tra le altre cose le incombenze relative alla preparazione dei pasti e alla loro organizzazione logistica (fare la spesa, cuocere il cibo, riassettare la cucina dopo il pasto) sono fonti di stress e certamente non di relax.

Anche se ci sembra un controsenso, bisogna anche realizzare che andare in palestra o a svolgere altri sport non può essere considerato tempo libero, perché richiede impegno, dedizione, fatica, costanza, organizzazione.

Cosa rimane allora? E cosa ci spaventa?

Nel mondo moderno abbiamo disimparato a rilassarci

paura tempo libero
(Pexels)

Lo sport genera benessere fisico e psichico duraturo, così come la danza, il canto e tutte le altre espressioni artistiche. Quando però diventano degli impegni costanti e cadenzati, che richiedono sforzi di volontà, smettono di essere parte delle attività svolte nel “tempo libero” e diventano parte del programma settimanale a cui ci sentiamo in dovere di attenerci.

Che cos’è allora il vero tempo libero? 

Si tratta di un arco di tempo durante il quale non abbiamo alcuna attività da svolgere, che possiamo dedicare a noi stessi in attività non schedulate, non strutturate, non finalizzate a un “vantaggio esterno”.

Per fare qualche esempio concreto, scegliere di trascorrere un pomeriggio leggendo un libro è tempo libero, leggere tutte le settimane un tot di pagine per partecipare all’incontro settimanale del club del libro non lo è.

Dedicare le ore serali a una lunga beauty routine da vivere come una coccola o un regalo a se stessi è di certo tempo libero: la seduta settimanale di massaggi, per quanto sia piacevole e rilassante, non lo sé.

Perché il tempo libero fa paura?

Il motivo per cui molte persone hanno paura del tempo libero è che hanno sviluppato un grande senso di colpa in merito a trascorrere del tempo senza “produrre” qualcosa.

Non si tratta soltanto di produzione materiale, naturalmente: il lavoro produce soldi, lo sport produce efficienza fisica e bellezza estetica, partecipare al club del libro produce “efficienza mentale”, nuovi contatti sociali eccetera.

Una società che ha educato per decenni i suoi cittadini alla produzione e al raggiungimento di risultati sempre migliori ha tolto dalla nostra morale il diritto alla “nullafacenza”.

Il tempo libero allora fa paura perché “non serve a nulla” e, in seconda battuta, ci mette in contatto esclusivamente con noi stessi, imponendo di porre attenzione al nostro benessere psicologico e al nostro stato emotivo.

Ne deriva che chi ha paura del tempo libero ha in realtà paura di stare solo con se stesso e di scoprire che, se non ha molto da fare, non è soddisfatto della propria vita.

Come si supera la paura del tempo libero?

La paura del tempo libero si supera innanzitutto liberandosi dell’ansia che nasce dal sentirsi in obbligo di essere produttivi a tutti i costi.

Per farlo bisogna concentrarsi sul fatto che se si rilassa la mente e il corpo per un determinato periodo di tempo, quando ci si dedicherà alle attività produttive vere e proprie si riuscirà ad essere più accurati, più veloci e più efficienti.

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Foto:Adobe Stock

In seconda battuta si dovrà capire che la paura del tempo libero in realtà è soltanto un sintomo per problemi più gravi. Indica che si desidera fuggire da problematiche che non ci si sente in grado di risolvere. Individuare quelle problematiche per capire perché si è a disagio nel rimanere soli con se stessi è il primo passo verso la guarigione non solo dalla fobia del relax, ma anche verso il superamento di problemi più importanti.