Dieta Meta: ecco come ha perso 15 chili in 18 mesi la cantante Noemi

La dieta Meta è quella che, unita agli allenamenti, ha fatto perdere ben 15 chili in 18 mesi alla cantante Noemi. Scopriamo come funziona. 

“Metamorfosi” è il titolo dell’ ultimo album di Noemi e probabilmente non è un caso che abbia questo nome, vista la metamorfosi fisica avuta dalla cantante negli ultimi tempi.

Ben 15 chili in 18 mesi sono quelli che Noemi ha perso presentandosi sul palco dell’Ariston di Sanremo in forma smagliante. Un corpo non solo dimagrito ma anche tonico e asciutto segno che la cantante se ne è presa cura. 

Ma come ha fatto Noemi a perdere tutti questi chili? Ha seguito la dieta Meta, o meglio un protocollo messo a punto dalla nutrizionista Monica Germani, il cui nome sta per Medical Education Transform Action, e mira a educare emozionalmente il paziente e ad avere un approccio diverso al cibo. Scopriamo di cosa si tratta.

Ecco in cosa consiste la dieta Meta di Noemi

noemi dieta meta
Fonte: Canva

La dieta è solo l’ultimo step del metodo Meta che si pone l’obiettivo di curare corpo e mente. Ma in cosa consiste? A spiegare di cosa si tratta è proprio la Germani al Corriere della Sera. “Dopo una prima fase diagnostica in cui il paziente è preso in carico da un team medico-scientifico l’ultimo step è l’individuazione di una dieta su misura“. 

Cerchiamo di capire allora come si sviluppa la dieta in una giornata tipo. “Si parte dalla colazione – spiega Germani al Corriere della sera – dolce o salata. Ad esempio un uovo, della bresaola o del prosciutto cotto insieme a una o due fette di pane tostato e delle mandorle. Da bere, una spremuta di frutti di stagione o, meglio, una centrifuga”.

Per quella dolce invece le alternative sono: “Un bicchiere di latte o uno yogurt, altrimenti  se intolleranti al lattosio una bevanda vegetale, in base ai gusti. Poi un pancake o del pane tostato con un velo di burro o marmellata. In aggiunta della frutta secca”.

A metà mattina: “Un frutto di stagione oppure uno yogurt da sostituire, in caso di intolleranza al lattosio, con qualche tocchetto di parmigiano. Consigliate le monoporzioni da 30 grammi. E di tanto in tanto sono tollerate anche le barrette o i crackers se si è fuori casa”.

Per pranzo: Completo, con un piatto unico, come un’insalatona con semi e frutta. Altrimenti un contorno con formaggi magri e uovo”.

Oppure più light come “un toast e una centrifuga o uno yogurt, della frutta secca e un pacchetto di cracker”. Qui però si integrerà con la merenda a distanza di 3 ore che può essere un frutto da replicare anche prima di cena”. 

E nel tardo pomeriggio in genere si preferisce il salato e allora “5 o 6 crackers all’acqua, 10 in caso di appetito sfrenato, con del formaggio spalmabile. E un’insalata di finocchi per evitare il picco glicemico”. 

Se invece si preferisce il dolce: “Un pancake o, sempre, dei cracker con un cucchiaino di marmellata”.

In questo modo non si arriverà a cena affamati. Ma vediamo come si compone la cena.

“Un primo piatto con un contorno e se si avesse ancora fame una tavoletta di cioccolato prima di andare a letto, rinunciando però al pane a cena.  

Poi a tutti può capitare di sgarrare se capita “il giorno dopo si starà a regime”, spiega ancora Germani.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da NOEMI (@noemiofficial)

Non dimentichiamo inoltre che Noemi segue anche un allenamento specifico il metodo Tabata. 

(Fonte: Corriere della Sera)