Raoul Bova e i suoi quattro figli, dai 2 ai 20 anni: “È bello vedere che si vogliono bene”

Raoul Bova, l’attore italiano ha quattro figli di età diverse e avuti dalle due donne della sua vita.  Ecco chi sono, conosciamoli insieme.

Raoul Bova figli
Foto da Instagram @raoulbovagram

Raoul Bova, l’attore regista ed ex nuotatore italiano nato a Roma nel 1971 e che pertanto a breve compirà il 50esimo anno di età è molto legato alla sua famiglia e ai suoi quattro splendidi bambini. Anche se alcuni di essi non sono più piccolini per un padre sono sempre bimbi.

Dal matrimonio con la veterinaria Chiara Giordano sono nati i figli maggiori del noto attore televisivi e cinematografico, Alessandro Leon nel 2000 e Francesco nel 2001.

Il maggiore, invece, si è diplomato con successo e pare si sia iscritto all’Università di Milano per coltivare la sua passione per l’arte. Il secondogenito invece assomiglia enormemente al padre e, come lui, è un grande sportivo. Se in una fase iniziale i rapporti tra padre e figli non è stata molto semplice a causa della separazione e del divorzio che ha portato Bova fuori dalle mura di casa, adesso sempre che le acque siano più distese e tranquille.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Raoul Bova (@raoulbovagram)

Raoul Bova e il legame indiscindibile con i suoi quattro figli

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Raoul Bova (@raoulbovagram)

Raoul Bova, 49 anni è papà di Alessandro e Francesco, nati dal matrimonio con Chiara Giordano nel 2000 e nel 2001, e di Luna e Alma, avute dalla compagna Rocío Muñoz Morales rispettivamente nel 2015 e 2018.

Sicuramente il suo essere padre è cambiato enormemente nel tempo sia per l’età differente e gli anni che i figli maggiori si scambiano con le figlie minori, sia per aver avuto in giovane età due figli maschi e in età più matura due figlie femmine.

In un’intervista al Corriere della sera lo stesso Raoul ha rivelato di sentirsi molto fortunato e impegnato ad affrontare età e problematiche così diverse, e poi ha aggiunto: “diciamo che non arriva mai il momento di rilassarsi. Ovviamente la parte maschile ha una complicità diversa rispetto a quella femminile, che però ti dà un altro tipo di emozioni. Le bambine sono ancora molto piccole, hanno necessità più fisiche, quotidiane. Mi godo il loro sguardo. I più grandi, che tendo a considerare ancora dei bambini, svicolano un po’. A loro devo stare dietro senza farmi notare. È giusto che affrontino da soli la vita, ma io ci sono per sorreggerli.”