Olio di Cocco: le controindicazioni che non ti aspetti e che è meglio conoscere

L’olio di cocco ha controindicazioni? Se utilizzato costantemente nella beauty routine quotidiana sì: ecco come ottenere soltanto benefici dal suo utilizzo.

capelli cura olio
(Istock)

consigli beauty per le ragazze e le donne che preferiscono utilizzare prodotti naturali per la cosmesi comprendono spessissimo l’utilizzo dell’olio di cocco come potente idratante naturale da utilizzare sia sulla pelle sia sui capelli, ma anche come struccante per rimuovere in particolare il trucco waterproof. Spesso gli oli naturali come quello di cocco, e quello di cocco in particolare perché ha una consistenza semi solida, vengono anche utilizzati come base per la creazione di scrub fai da te.

Per quanto tutti questi consigli siano ottimi e perfettamente funzionanti è assolutamente necessario sapere che, per quanto sia un prodotto 100% naturale, l’olio di cocco presenta delle controindicazioni che lo accomunano alla paraffina e agli altri oli sintetici che le donne non utilizzerebbero mai con costanza sulla propria pelle per paura di intaccarne la bellezza.

Purtroppo però un utilizzo troppo frequente dell’olio di cocco può comportare un serio peggioramento della qualità della pelle, ecco perché.

Le inaspettate controindicazioni dell’olio di cocco

olio di cocco usi
foto da Unsplash

L’olio di cocco è formato in grandissima parte di grassi saturi idrofobici. Questo significa che non si mescola all’acqua. Al contrario, la respinge completamente.

Questo fa sì che, se applicato costantemente sulla pelle crea una pellicola lipidica che blocca i normali meccanismi di traspirazione della pelle, creando nelle cellule dell’epidermide un “falso indizio” di idratazione.

Questo accade poiché l’acqua che dovrebbe evaporare dalla pelle attraverso il sudore e la normale termoregolazione del corpo viene “intrappolata” dall’olio nelle cellule che costituiscono gli strati superficiali dell’epidermide.

Il corpo “avverte” quindi una sufficiente presenza d’acqua al livello dell’epidermide ed evita di “inviarne” altra. La conseguenza più logica è che gli strati profondi dell’epidermide si disidratano a livello più superficiale si formano punti neri e condilomi poiché la pelle non riesce a traspirare correttamente e viene favorito il ristagno di liquidi nonché l’accumulo di batteri.

Come si può facilmente intuire questo processo è identico al processo innescato da oli sintetici contenenti grandi quantità di paraffina oppure dalla paraffina pura.

Esattamente come tutti gli altri oli idrofobici, inoltre, l’olio di cocco è molto difficile da rimuovere dalla pelle, poiché la semplice acqua non si mescola ad esso e quindi non contribuisce a portarlo via dalle cellule.

Per rimuovere correttamente tutti i residui di olio di cocco, soprattutto dalla pelle del viso quando l’olio viene utilizzato al posto dello struccante o come baso dello scrub, è necessario utilizzare grandi quantità di saponi o di altri prodotti detergenti e schiumogeni.

Come sanno benissimo le donne che soffrono di pelle secca, l’utilizzo di grandi quantità di detergente rimuove, oltre allo sporco e al grasso in eccesso, anche il film idrolipidico che serve alla pelle per mantenersi sana, idratata e al riparo dalle infezioni.

Questo significa, paradossalmente, che se lasciare troppo olio di cocco sulla pelle favorisce la moltiplicazione dei punti neri, la rimozione troppo aggressiva dell’olio di cocco (e di qualsiasi altro olio) favorisce potenzialmente disidratazione, irritazione e infezioni della pelle.

È quindi assolutamente sconsigliato utilizzare l’olio di cocco? No, come in tutte le cose l’importante è la moderazione. Si può utilizzare tranquillamente l’olio di cocco come struccante (soprattutto per il mascara waterproof) oppure come base per scrub naturali per il viso,  l’importante è non utilizzarlo anche come prodotto idratante perché, come già detto, un eccesso di olio di cocco o di qualsiasi altro olio, produce una disidratazione indiretta dell’epidermide, cioè un effetto completamente opposto a quello che si vorrebbe raggiungere.

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