Trasmettere calma e migliorare il mondo: puoi farlo con l’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è l’arma segreta con cui si può cambiare il mondo, e per questo è strettamente necessario imparare a utilizzarla. Cos’è e perché ci permette di regalare serenità?

intelligenza emotiva - serenità
(Pexels)

Siamo abituati a sentir parlare di intelligenza come una facoltà intellettiva, relativa principalmente alla logica e alla capacità di comprendere e memorizzare concetti.

Anche se questo è il tipo di intelligenza che viene normalmente sollecitato nei bambini durante gli anni della scuola, c’è un altro tipo di intelligenza, altrettanto importante, che purtroppo spesso viene trascurata (soprattutto nell’età adulta).

L’intelligenza emotiva è infatti la capacità di distinguere, comprendere e associare le emozioni, riuscendo anche a comprendere anche quali siano le cause e quali siano gli effetti delle emozioni sulle persone e sul mondo esterno.

Una volta individuate le cause e gli effetti delle emozioni si può imparare a interagire con essi “manipolare” le emozioni che noi stessi proviamo e che provano le persone che ci circondano.

La parola manipolazione ha in genere un significato negativo ma, concentrandoci invece sulla sua valenza positiva, scopriremo che ha un enorme potere nel migliorare il benessere psicologico delle persone che ci circondano.

L’intelligenza emotiva ben adoperata rende il mondo un posto migliore

intelligenza emotiva - serenità
(Pexels)

Secondo lo psicologo Daniel Goleman, “Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime sia nel cogliere le regole implicite che portano al successo sociale”.

Non è strano quindi che possedere una buona intelligenza emotiva sia la chiave del successo nelle relazioni personali: chi riesce a capire i sentimenti degli altri è in grado di comportarsi nella maniera più adeguata ad essi, ottenendo il favore (e spesso la gratitudine) delle persone.

Ma in cosa consiste praticamente l’intelligenza emotiva? 

  • Riuscire a controllare gli impulsi irrazionali
  • Essere consapevoli delle proprie emozioni e riuscire a distinguerle
  • Essere in grado di gestire le proprie emozioni nella relazione con gli altri.

Si potrebbe pensare che avere una grande intelligenza emotiva significhi semplicemente essere empatici, ma si tratta di un’errore: l’empatia non è uguale all’intelligenza emotiva.

Una persona dotata di empatia infatti riesce a cogliere i sentimenti propri e altrui, comprendendone cause ed effetti, ma non necessariamente è in grado di gestirli. Al contrario, le persone eccessivamente emotive spesso cadono preda delle proprie emozioni o di quelle altrui e si trovano completamente in balia di esse.

Per esempio, una persona in grado di entrare in profonda risonanza emotiva con le persone che la circondano e con le situazioni che vive è il classico tipo di persona che si esalta ai concerti, che grida allo stadio insieme alla folla dei tifosi, che si lascia trascinare in una rissa invece di riuscire a fermarla, che piange disperata per il lutto di un amico anche se in realtà non ha mai conosciuto la persona appena deceduta.

Una persona dotata di intelligenza emotiva è in grado invece di comprendere le emozioni proprie e quelle altrui riuscendo allo stesso tempo a regolarle attraverso atteggiamenti, parole e azioni.

Utilizzare in maniera proficua la propria intelligenza emotiva, quindi, significa essere in grado di ripristinare l’equilibrio all’interno dell’emotività propria o altrui.

Questo fa sì che le persone con un’alta intelligenza emotiva siano in grado di aiutare gli altri a recuperare la loro lucidità e la loro serenità, sono in grado di alleviare il dolore trasmettere calma e fiducia quando entrambe vengono a mancare.

Sono i leader carismatici di gruppi grandi, piccoli o piccolissimi, all’interno dei quali però sanno mantenere alto il morale sereni i rapporti tra le persone che li compongono.

Sanno anche catalizzare l’attenzione e le energie del gruppo stesso verso un particolare obiettivo, alleviando anche la frustrazione che segue inevitabilmente la sconfitta.

L’intelligenza emotiva si possiede dalla nascita o si impara? Di certo tutti gli individui la posseggono al momento di nascere, ma altrettanto certamente si impara con il tempo e con l’impegno.

Le regole per utilizzare bene la propria intelligenza emotiva

  • Ascoltare

Che si tratti di ascoltare se stessi o ascoltare gli altri non fa differenza: l’importante è reagire a qualcosa soltanto dopo aver compreso profondamente la situazione che si ha davanti. Per farlo è necessario abbandonare i preconcetti o almeno metterli da parte, cercando di capire cosa sta davvero cercando di comunicare la persona di fronte a noi.

  • Controllare

Nella maggior parte dei casi, dopo aver ascoltato l’ennesimo sfogo di una persona addolorata o l’ennesimo scatto di rabbia da parte di una persona esasperata dal troppo stress, si provano emozioni violente. Si è tentati di sbottare e criticare il comportamento della persona che abbiamo davanti, ma di certo non sarebbe una mossa costruttiva, perché avrebbe come solo risultato quello di peggiorare la situazione: a questo punto è necessario controllare il proprio istinto.

L’intelligenza emotiva suggerirebbe invece di affrontare la situazione da un altro punto di vista, proponendo soluzioni per allentare la tensione o per aiutare la persona in preda a una tempesta emotiva a uscire dallo stato in cui si trova e ritrovare un nuovo equilibrio nelle proprie emozioni.

  • Comunicare

Una persona dotata di una buona intelligenza emotiva e che è in grado di usarla è anche un grande comunicatore. Risulta sempre in grado di trovare le parole giuste al momento giusto, mettendosi in sintonia emotiva con il suo interlocutore.

Comunicare nella maniera sbagliata, anche se si hanno le migliori intenzioni, non porta mai a nulla: utilizzare un atteggiamento saccente, polemico o provocatorio, per esempio, non farà altro che peggiorare lo stato emotivo dell’interlocutore. Chi utilizza la propria intelligenza emotiva a proprio vantaggio e a scapito degli altri saprà come utilizzare in maniera sapiente anche la provocazione e la polemica: si tratta di tecniche di comunicazione utilizzatissime in televisione o in politica. Al contrario però, chi intende mettere la propria intelligenza emotiva a disposizione degli altri per rendere il mondo un posto migliore, saprà che difficilmente questi strumenti conducono a qualcosa di buono.

 

 

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