Oggi è la giornata mondiale della felicità fra Covid e sorrisi a metà

Oggi è la giornata mondiale della felicità: storia e significato. Ma come possiamo provare ad essere felici in questo periodo?

La felicità è per tutti, non conosce limiti. Per alcuni, quella vera, inizia a 50 anni e migliora con l’età. Per altri, invece, la felicità è soltanto la somma di tanti piccoli momenti di serenità.

Ognuno ha la propria idea di felicità. Può significare, ad esempio, voler realizzare il sogno di una vita. Non c’è una ‘ricetta universale’ valida per tutti. Esiste piuttosto un ‘punto di partenza’ comune, che consiste nel provare a pensare positivo anche quando tutto sembra remare contro.

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(Unsplash)

Il concetto di felicità è difficile da afferrare. I filosofi parlano, più che altro, di uno stato d’animo fatto di emozioni. Non c’è spazio per il possedimento di beni materiali e per la ricchezza. Per dirla con una celebre frase, “i soldi non fanno la felicità”, al massimo possono aiutare a vivere meglio.

Il 20 marzo di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della felicità. Scopriamo tutto su questa ricorrenza: come, quando e perché è nata.

Covid, largo ai sorrisi. Oggi è la giornata della felicità

Si celebra oggi in tutto il mondo la giornata dedicata alla felicità. Quest’anno la ricorrenza fa i conti con la pandemia Covid-19 e appare un po’ in contrasto con le notizie che leggiamo ogni giorno.

E’ più di un anno che il mondo combatte con il virus. Si vive nell’angoscia e nello sconforto ma, nonostante tutto, qualche momento di felicità c’è. Ritroviamo il sorriso per ogni anziano che guarisce dal Covid, per una madre o un padre che tornano a casa e riabbracciano i figli, dopo il ricovero in ospedale.

Nell’anno della pandemia, la felicità diventa speranza di uscire presto dal tunnel. Abbiamo tutti bisogno di sperare che i sacrifici fatti finora non siano stati vani. Nella festa dedicata alla felicità, proviamo a pensare positivo e a regalarci qualche sorriso in più.

La Giornata mondiale della felicità è stata istituita il 28 giugno del 2012 dall’Assemblea generale dell’ONU. Le motivazioni sono racchiuse nella risoluzione A/RES/66/281.

Nel testo si legge: “L’Assemblea generale consapevole che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità. Riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità”. 

La scelta della data non è casuale. Il 20 marzo è l’equinozio di primavera. E’ stato il consigliere speciale dell’Onu Jayme Illien a volere che la felicità venisse celebrata in tutto il mondo proprio in questo giorno particolare, simbolo della natura che si risveglia.

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(Unsplash)

“Trentadue anni prima di istituire la Giornata mondiale della Felicità, Jayme Illien era un orfano salvato dalle strade di Calcutta dalle Missionarie della carità di Madre Teresa. Jayme fu in seguito adottato da una 45enne americana single: Anna Belle Illien che dopo aver preso con sé il piccolo fondò la Illien Adoptions International, Inc, un’agenzia no profit di Atlanta che si occupa  di adozioni internazionali” – racconta l’agenzia di stampa AGI.

Oggi è un giorno speciale, nonostante le tante difficoltà. Regaliamo qualche sorriso in più a chi ci sta accanto.

 

 

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