Renato Carosone, chi è: carriera, vita privata e opere del cantautore

Renato Carosone, fra i cantautori italiani maggiormente apprezzati dal secondo dopoguerra, avrebbe compiuto 100 anni. Ripercorriamo le fasi più importanti della sua carriera.

Renato Carosone, successi e carriera (Instagram)
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Renato Carosone è stato molto più di un cantautore. L’uomo, poliedrico e capace, incarna ancora oggi – a vent’anni dalla propria dipartita – un esempio di duttilità e talento intramontabile. Uno dei primi a unire la canzone allo show interpretativo nel nostro Paese.

Questo grazie anche alle esperienze estere che ha avuto, situazioni che l’hanno portato – insieme a Domenico Modugno – a vendere la propria musica negli Stati Uniti senza aver mai inciso in Inglese. Carosone, al secolo Carusone, rappresenta il cosmopolitismo più puro applicato all’intensità artistica e musicale: un percorso netto che ha tracciato la strada a (quasi) tutti gli artisti del domani.

Renato Carosone carriera, vita privata e opere

Renato Carosone, ricordo di un artista immenso (Instagram)
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Fra i suoi maggiori successi, opere senza tempo di cui ancora oggi sentiamo l’esigenza (al punto da riproporli in forma riadattata, magari attraverso qualche remix), troviamo: “Torero”, “Caraval Petrol”, “Tu vuò fa l’americano”, “O sarracino”, “Maruzzella” e “Pigliate ‘na pastiglia”. Renato si impose sulla scena italiana e internazionale dal secondo dopoguerra fino ai primi anni del Duemila quando Maurizio Costanzo, durante la trasmissione “Buona Domenica”, ne annunciò la scomparsa.

Il 7 settembre del ’59 il cantautore, al culmine del successo, si ritirò dalle scene per poi tornare 15 anni dopo. Ritorno che venne celebrato con uno show ripreso dalle telecamere della Rai dal titolo “Bentornato Carosone”. Questo denota la capacità dell’uomo di carpire i momenti per imprimere nella mente degli ascoltatori il proprio nome, da sempre associato a credibilità e originalità.

Il ritorno sulle scene e l’approdo ai talk show

 

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Infatti, il noto compositore, dopo aver spiegato i motivi del suo allontanamento dai palcoscenici all’apice del successo (dovuta all’esplosione degli ‘urlatori’ che avrebbe cambiato il gusto musicale dell’epoca) iniziò a frequentare i talk show – celebri le apparizioni con Luciano Rispoli e Claudio Lippi – contesto che gli permise di valorizzare ulteriormente la propria musica. Anche una partecipazione al Festival di Sanremo: correva l’anno 1989, quando Carosone si presentò all’Ariston con “Na canzuncella dolce”, scritta da Claudio Mattone.

Renato Carosone ha sempre coniugato l’aspetto dell’intertainment a quello della canzone d’autore: al pari di un jazzista, qual era fra le altre cose, ha saputo tessere una tela di valori all’interno delle armonie di vari periodi. Lo testimoniano le numerose collaborazioni – in Italia e negli Stati Uniti – che hanno consolidato un successo solido e duraturo. Morì il 20 maggio del 2001, agli inizi del Millennio, consapevole che l’avanguardia era riuscita a portarla in auge molto prima: l’affetto di quasi 4500 persone il giorno dei funerali. Tanti vip, ma anche parecchia gente comune. Perché Renato non è altro che un istrione intramontabile con l’umiltà dei più semplici e l’abilità dei più brillanti.

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