“Carosello”, genesi ed evoluzione di un programma cult

“Carosello”, storico programma della Rai, è passato dall’essere esperimento televisivo a diventare un cult: le tappe di questa evoluzione mediatico-televisiva.

Carosello Rai (Twitter)
(Twitter)

“Carosello” nasce nel ’57 per permettere agli addetti ai lavori di poter pubblicizzare prodotti di vario genere in televisione. All’epoca vigeva il divieto assoluto di trasmettere pubblicità durante gli spettacoli televisivi. Allora la tivù di Stato si inventò questo stratagemma: uno spettacolo televisivo per permettere di reclamizzare ritrovati di vario genere a seconda delle esigenze.

Al programma si associa l’inizio di quello che, attualmente, chiameremmo “product placement”. Fatto, però, con stile e innovazione: le réclame non dovevano essere squisitamente un espediente per invogliare l’ipotetico consumatore, ma ci si doveva inserire – per essere a norma di legge – la componente di intrattenimento affinché fosse considerato a tutti gli effetti uno spettacolo.

“Carosello”, storia ed evoluzione del programma

Logo Rai in Carosello (Twitter)
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Una sorta di intramuscolo del piccolo schermo dedicata alle promozioni migliori: il contesto si prestava a meravigliose scenette, alcune delle quali hanno fatto epoca. Veri e propri tormentoni, da Carmencita a Falqui. Una sorta di mini-sceneggiature interpretate dai volti del jet-set italiano. Grandi attori e intrattenitori: da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, a Ugo Tognazzi e Raffaella Carrà, fino a Renato Carosone e al Principe della risata Totò, fino a Gassman e Aldo Fabrizi.

Fino al 1° gennaio del 1977 è stato uno dei programmi più amati del panorama televisivo nostrano. Anche per la collaborazione di registi illustri che passavano il loro tempo al cinema, ma dedicavano qualche momento particolare per girare alcuni spot da trasmettere. “Carosello” era l’incognita più attesa divenuta, con il tempo, abitudine fino alla metamorfosi in cult.

Infatti la fine del programma – dopo 22 anni di trasmissione – ha segnato l’epilogo di un modo di fare tv. La semplicità che presta il fianco al talento: il format ha scandito anche l’infanzia di molti che rimanevano estasiati, era nato persino un celebre tormentone, usato come claim del contenitore: “Dopo Carosello, tutti a nanna”. Quel sogno, ora, è terminato. Restano, però, i ricordi e la voglia di fare la differenza. Consapevoli di aver lasciato qualcosa di unico, impossibile da imitare: da esperimento a marchio di fabbrica nella cornice dei tempi che cambiano.

 

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