Donne in Motocicletta per conquistare l’indipendenza: storie da tutto il mondo

Sono donne in motocicletta e ne sono molto fiere: centinaia di donne in tutto il mondo si scoprono bikers lottano per la parità e per il rispetto dei propri diritti.

Donne in motocicletta
Amruta Mane, fondatrice della scuola di motocicletta per donne in Pakistan (Instagram)

Nell’immaginario collettivo la motocicletta è simbolo di forza, indipendenza, conquista di nuovi orizzonti. Per questo motivo le donne dei Paesi in cui la strada verso la parità dei diritti è ancora tanta hanno utilizzato le due ruote per affermare la parità di genere e dare vita a un movimento culturale diffuso e globale.

Il mondo cambia, e le donne vanno (anche) in motocicletta

piki dada
(Instagram)

In molti paesi del mondo le donne sono ancora profondamente discriminate, vivono in una società pesantemente maschilista, faticano ad affermare la propria indipendenza e addirittura il proprio valore di essere umani.

In molti di questi paesi, come il Venezuela, l’India e il Kenya, sono nati gruppi spontanei di motocicliste che hanno deciso di creare delle vere e proprie associazioni che promuovono l’indipendenza femminile insegnando alle donne ad andare in motocicletta, organizzando lunghi viaggi attraverso gli stati e anche facendo azioni di volontariato per aiutare la comunità, farsi conoscere e ottenere il rispetto che meritano.

Le donne motocicliste di tutto il mondo stanno affermando la propria indipendenza e la propria abilità, in un ambito prettamente maschile come quello dei motori.

Organizzando dei corsi per ottenere la patente insegnando a gestire autonomamente la propria moto alle ragazze che aderiscono ai vari gruppi, le donne in motocicletta di mezzo mondo stanno anche reagendo al mansplaining, cioè all’abitudine degli uomini a spiegare le cose alle donne ritenendole necessariamente meno intelligenti, meno capaci o meno esperte di loro.

In Kenya le ragazze del gruppo Piki Dada (cioè Sorelle di Moto) sostengono gli idali di indipendenza e di sorellanza tra donne, combattendo contro il concetto di competizione negativa che di solito avvelena le comunità femminili.

 

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Uno dei loro motti, infatti, è “La vita non è una competizione”.

 

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In Arabia Saudita le cose sono ancora più difficili: fino ad appena due anni fa, per legge alle donne era proibito guidare. Fortunatamente oggi le cose stanno lentamente cambiando e sono nate moltissime scuole guida per ragazze che stanno avviando le donne arabe lungo la strada dell’indipendenza anche da questo punto di vista.

In Pakistan è nato invece il programma Women on Wheels (Donne sulle Ruote) che è stato fondato con lo scopo di dare alle donne la forza di ribellarsi ai tabù culturali e diventare più indipendenti.

Le ragazze indiane che vanno in moto hanno imparato a muoversi in gruppo per difendersi reciprocamente dalle violenze fisiche a cui nel sub continente indiano le donne sono continuamente esposte.

Le ragazze di Women on Wheels organizzano lunghi viaggi e manifestazioni in occasione della Festa della Donna. Non si tratta dell’unica organizzazione tutta al femminile che sta lavorando all’emancipazione della donna in India e negli stati limitrofi. In India è diventata famosissima e super numerosa la gang in rosa che picchia gli uomini violenti.

Sempre in India è nato il gruppo Biking Queens (Regine Motocicliste) che si impegna a educare le nuove generazioni ai valori della parità e del rispetto, favorendo l’emancipazione delle ragazze più giovani e schierandosi a favore della democrazia e dei diritti liberali in India.

La loro impresa più importante è stata coprire in motocicletta la distanza dall’India a Londra in 89 giorni nel 2019. Hanno attraversato ben 21 Paesi nei quali spesso venivano accolte da manifestazioni e sfilate organizzate da altri gruppi femministi.

 

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In Venezuela le ragazze godono di maggiore libertà e maggiori diritti rispetto alle donne del Kenya e del Pakistan, ma vivono in una cultura profondamente maschilista da cui stanno cercando di liberarsi anche grazie all’organizzazione di bande di motocicliste come le Rat Girls.

 

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Le ragazze venezuelane lottano ogni giorno contro le aggressioni verbali e fisiche ai danni delle donne e anche loro girano in gruppo per proteggersi a vicenda e per dare un chiaro segnale di forza, dignità e autonomia.

La parità di genere è ancora tutta da conquistare in gran parte del mondo, ma di certo ci sono ragazze e donne che stanno segnando il passo a una velocità tutta nuova, spesso 100 km/h in autostrada!

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