Veronica Pivetti e la depressione, la rinascita dopo il periodo più triste della sua vita

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Veronica Pivetti racconta il periodo più brutto e difficile della sua vita: la depressione. “I primi tre anni sono stati un incubo, non facevo che piangere” ma poi è arrivata la rinascita.

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Veronica Pivetti oggi è rinata e lo racconta a gran voce  nel suo libro Solo per donn, parlando del periodo più particolare e doloroso della sua vita. Nata il 19 febbraio 1965 a Milano, l’attrice e doppiatrice ha dovuto lottare con una vita difficile.

All’età di 35 anni, l’attrice ha iniziato difatti a soffrire di depressione. La sua lotta si è protratta per sei lunghi anni. All’epoca era sul set della serie ‘Il Maresciallo Rocca‘. Tutto ha avuto inizio da alcuni problemi alla tiroide. Oggi, l’attrice invita coloro che stanno affrontando la stessa battaglia a non vergognarsi, a rivolgersi a uno specialista in grado di aiutarli tramite la cura giusta. Leggiamo insieme cos’ha dichiarato.

Veronica Pivetti: “I primi tre anni sono stati un incubo”

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Veronica Pivetti racconta i lunghi problemi di salute che l’hanno portata ad avere la depressione:

“Ho avuto problemi alla tiroide, curati molto male, questa cosa mi ha scatenato una depressione chimica. È stato un percorso lungo, ho fatto analisi, sono andata dallo psichiatra, ho preso psicofarmaci. Quando ho trovato il farmaco giusto nella dose giusta, mi ha molto aiutato. È stato un percorso complicato. Poi mi sono messa a posto con la tiroide e sono rinata. I primi tre anni sono stati un incubo“.

Quindi ha ricordato: “Ho passato 3 anni a piangere. Ero sul set de ‘Il Maresciallo Rocca’. La truccatrice mi riappiccicava le ciglia finte e mi truccava quando piangevo. Il lavoro mi ha salvato, mi ha dato l’obbligo di alzarmi dal letto, di curarmi. Non avevo voglia di lavarmi, di curarmi. Ho avuto un periodo estremamente pesante e doloroso. La depressione non significa essere tristi, è una malattia. Va curata. Quando ti rompi dentro – ha continuato Veronica – devi rimetterti a posto. Io attraversavo le strisce pedonali lentamente perché dicevo ‘Tanto se mi tirano sotto…’. Hai questo distacco dalla vita, è questa la cosa tremenda e dolorosa. Mi sentivo arida e io sono tutto tranne che arida”.