Sai gestire la frustrazione? Ecco perché diventi aggressiva e come evitarlo

La frustrazione e l’aggressività sono due emozioni profondamente correlate e purtroppo a volte vanno fuori controllo trasformando in peggio la nostra personalità. Imparare a mitigare entrambe è possibile e ci renderà persone più felici.

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La frustrazione non è mancanza di felicità: si definisce come mancato appagamento di un desiderio che non si riesce a realizzare nonostante i grandi sforzi che sono stati intrapresi per raggiungerlo.

L’infelicità quindi è una sorta di “sentimento statico” che ci pervade per una serie di motivi generici, mentre la frustrazione si scatena in un momento preciso.

Per fare un esempio pratico, la fine di una relazione produce infelicità mentre aver fatto di tutto per prendere un volo e perderlo all’ultimo momento, magari a causa del traffico, genera una terribile frustrazione.

Ovviamente, anche se la frustrazione è legata a una causa specifica e scatenante, le sue conseguenze sul lungo periodo possono generare uno stato diffuso di infelicità e apatia.

Tra il momento della frustrazione e la nascita dell’infelicità però si attraversa uno stato di rabbia spesso incontrollabile che, se non può essere tenuta a bada efficacemente si trasforma in uno stato di aggressività costante che peggiora enormemente il livello di benessere psicologico di una persona.

Il primo passo per imparare a controllare l’aggressività e fare in modo che la frustrazione non si trasformi in depressione è capire cosa scatena la frustrazione e quali sono i meccanismi psicologici che si attivano nella nostra mente a seguito della frustrazione.

Tutte le situazione che scatenano frustrazione

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La frustrazione si può scatenare a seguito di situazioni che rispondono a “schemi” differenti.

Desideri in conflitto

Spesso capita di desiderare due cose che si escludono a vicenda. Avere i soldi per acquistare un gelato o una brioche ma non avere i soldi per acquistarli entrambi può generare una piccola frustrazione. La frustrazione può diventare molto maggiore in situazioni di grande importanza: sarà certamente enorme la frustrazione di una donna costretta a scegliere tra la famiglia e il lavoro a causa di azioni di mobbing che le rendono impossibile tornare a lavorare dopo un periodo di maternità.

Pulsioni contrastanti verso uno stesso oggetto

Gli esseri umani stabiliscono relazioni molto complesse con oggetti, situazioni e altri esseri umani. Per questo motivo spesso si provano sentimenti contrastanti verso qualcosa o qualcuno.

Bisogna lasciare o non lasciare il partner che ha tradito e ha chiesto scusa? Bisogna allontanare o non allontanare l’amica che conosciamo da una vita ma continua a comportarsi in maniera sgradevole anche se le abbiamo chiesto cento volte di non farlo?

L’impossibilità di prendere una decisione definitiva spesso genera una grandissima frustrazione, che può anche rivoltarsi contro la persona o la situazione che la provoca.

Repulsione verso due oggetti o situazioni

A volte siamo costretti a scegliere tra due alternative che non ci piacciono e impieghiamo moltissime energie mentali a soppesare entrambe per capire qual è la meno peggio.

Purtroppo il rimuginare in continuazione non migliora affatto il nostro stato d’animo: al contrario lo peggiora sensibilmente e ci impedisce di giungere a una conclusione perché siamo sempre più frustrati.

La dissonanza cognitiva

Quando rivestiamo un ruolo di responsabilità e siamo chiamati a prendere una posizione rispetto a una situazione spinosa può capitare che gli elementi che abbiamo a disposizione per decidere siano contraddittori tra loro.

Questo genera una dissonanza cognitiva che genera grande frustrazione perché il soggetto non sa come orientare il suo giudizio. Come reazione tenderà a eliminare o far finta di non vedere tutti gli elementi non conformi al suo modo di pensare. 

Dalla frustrazione all’aggressività: come rispondiamo quando manchiamo il bersaglio?

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La conseguenza più diretta della frustrazione è l’aggressività, che è maggiore quando è più vicina al momento del soddisfacimento del desiderio.

Per fare un esempio, se abbiamo sognato a lungo un appuntamento, progettandolo in ogni dettaglio e fantasticando a lungo su quello che sarebbe successo, e all’ultimo momento l’appuntamento viene annullato la frustrazione sarà massima perché l’attesa ha incrementato l’aspettativa. Se invece lo stesso appuntamento viene annullato poco dopo che è stato fissato la frustrazione sarà molto minore e più gestibile.

L’aggressività è una reazione molto naturale alla frustrazione e si presenta sempre, soprattutto nei momenti appena successivi alla delusione che abbiamo subito.

Si tratta però di una reazione inadeguata perché mira semplicemente a distruggere o cancellare ciò che ha provocato frustrazione.

Prendere a pugni la persona che ci ha fatto perdere il treno o inveire contro un collega che ha ottenuto una promozione al posto nostro non risolverà le cose. Al contrario, una reazione aggressiva lascia sempre strascichi negativi nella persona che la mette in pratica, anche se apparentemente sembra molto utile per sfogare la frustrazione.

Qual è la reazione adeguata alla frustrazione?

Fonte:Pixabay

Anche se è la strada più faticosa, la strategia migliore per gestire la frustrazione è il cambiamento.

Questo significa che nella maggior parte dei casi l’unica possibilità di superare la frustrazione è adottare una nuova strategia per adattarsi alla nuova situazione e, possibilmente, raggiungere l’obiettivo appena mancato attraverso strade differenti.

Tornando all’esempio dell’appuntamento, sarebbe molto meglio fissare subito un nuovo appuntamento invece di attaccare la persona che ha appena annullato accusandola di essere inaffidabile e di aver mancato alla parola data: la rabbia sbollirà molto più rapidamente.

Questo atteggiamento positivo e costruttivo aiuterà anche nei momenti in cui la frustrazione sembra non avere fine. Il periodo della pandemia, per esempio, ha costretto milioni di persone a rinunciare alle proprie attività preferite, mettendole in uno stato di frustrazione continuo.

La frustrazione continua purtroppo non genera aggressività: da un certo punto in poi comincia a generare rassegnazione. Dalla rassegnazione all’apatia e dall’apatia alla depressione purtroppo il passo è più breve di quanto si immagini. Per questo motivo è fondamentale, proprio in questo periodo, imparare a gestire rabbia e tristezza per fuggire al rischio di depressione.

Vuoi saperne di più sui sintomi della depressione? Leggi lo speciale di Chedonna su questa delicata situazione psicologica.

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