Covid, mille ostacoli per i matrimoni. Dalla Puglia speranze di ripartenza

E’ dura per i matrimoni ai tempi del Covid. Sono vietati i festeggiamenti conseguenti ad ogni tipo di cerimonia, sia civile che religiosa. Il settore wedding è al collasso ma, dalla Puglia, arrivano timide speranze di ripartenza

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(Adobe Stock)

A molti appare persino ridicolo che si parli del bonus matrimonio 2021 quando poi, gli sposi, brancolano nel buio. Ridicolo perché, con il Covid, cerimonie non se ne fanno ormai da mesi, a causa del divieto di festeggiare dopo qualsiasi tipo di rito, che sia esso civile o religioso.

Quasi nessuno accetta di celebrare in chiesa o al comune per poi ritornare a casa, come fosse un giorno qualunque. E’ una stupidaggine anche solo pensarlo perché il giorno del matrimonio (o di una comunione piuttosto che di un battesimo) non è un giorno qualunque. Chi lo afferma mente persino a se stesso. Si tratta di momenti unici, irripetibili, e meritano rispetto e dignità, in tutta la loro interezza.

Da oltre un anno i futuri sposi vivono un incubo. Noi di Chedonna.it conosciamo molto da vicino le ansie e le preoccupazioni delle spose. La nostra è una missione, siamo da sempre al fianco delle donne. All’inizio dell’estate scorsa c’è stata una parziale ripresa per il settore wedding, con protocolli da seguire per organizzare i festeggiamenti. Si sono ‘salvate’ pochissime cerimonie. Molti sposi hanno spostato la data al 2021 e, ora, sono punto e a capo.

La mazzata è arrivata con l’ultimo decreto Conte (in scadenza domani 5 marzo 2021) che vieta i festeggiamenti conseguenti ad ogni tipo di cerimonia, sia civile che religiosa. Il premier Mario Draghi, che ha già preparato il nuovo dpcm valido fino al 6 aprile, neppure li nomina gli sposi. Insomma, fino a Pasquetta sarà ancora un incubo per le future famiglie che scalpitano per formarsi.

Covid e matrimoni. La Puglia pianifica la ripartenza

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“Chi fa da sé fa per tre”. Deve pensarla proprio così la Regione Puglia, che già guarda alla ripartenza del settore wedding. Sei giorni fa, infatti, si è riunito il Comitato tecnico-scientifico per fare il punto sulla ripresa delle cerimonie. Alla tavola rotonda ha partecipato anche una rappresentanza di Assoeventi – Confindustria.

Il ‘mondo degli invisibili’ vale(va) 86 miliardi di euro. Un comparto d’oro praticamente distrutto. Il danno maggiore è arrecato dal silenzio della politica di Roma che non parla, neppure ipoteticamente, di un possibile periodo per la ripartenza. E’ evidente che un evento non si organizza in una settimana, ragion per cui piovono gli annullamenti.

Insomma degli sposi non importa quasi a nessuno. In Puglia, comunque, qualcosa si smuove. Si sta lavorando già ad un protocollo sanitario, con la speranza che possa poi essere adottato a livello nazionale. Durante l’incontro che ha visto confrontarsi il senatore Michele Boccardi e l’assessore allo sviluppo economico della Puglia, Alessandro Delli Noci, sono state analizzate una serie di proposte.

Tutti i suggerimenti, però, tengono conto di tre punti salienti: la situazione epidemiologica nelle provincie; i danni e i disagi arrecati agli sposi; le ricadute economiche negative sulle aziende del comparto. Insomma, nonostante dal governo centrale non si sappia ancora nulla, la Puglia gioca d’anticipo e già si organizza.

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Si lavora nella direzione di un protocollo sanitario che, però, non tolga dignità alle cerimonie. Questa è la linea degli addetti ai lavori. Inoltre, fanno sapere che si tratterà di soluzioni i cui costi non graveranno né sugli sposi né sulle sale ricevimento.